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L’idrogeno potrebbe costituire un’importante risorsa per il futuro sviluppo energetico mondiale. La produzione, però, rappresenta un ostacolo alla sua diffusione. Il mondo della ricerca si adopera da tempo per trovare soluzioni “green” ed efficienti per produrre idrogeno. I processi finora sviluppati, però, non riescono a rispondere ad entrambe le esigenze.
Il progetto BIONICO si propone di risolvere la questione. Il progetto è volto alla realizzazione di un impianto per la produzione di idrogeno su larga scala direttamente da biogas. Vediamo il video di presentazione di BIONICO…
Il progetto BIONICO (BIOgas membrane reformer for deceNtralIzed hydrogen produCtiOn) è finanziato dai fondi europei di Horizon 2020. Il progetto è iniziato nel settembre 2015 e terminerà a febbraio 2019 con la costruzione dell’impianto in Italia e la sua installazione in Portogallo.
L’obiettivo è quello di realizzare un impianto che sia in grado di produrre 100 kg di idrogeno puro al giorno direttamente da biogas. Per fare questo verrà impiegato un unico reattore a membrane a letto fluidizzato operante ad una temperatura di circa 500°. Il biogas è fatto reagire con aria e vapore all’interno del reattore, nel quale avvengono le reazioni di “reforming” e di “water gas shift”, come si può leggere nel comunicato stampa del Politecnico di Milano, a capo del progetto. La presenza di un catalizzatore favorisce la reazione. L’idrogeno puro è separato all’interno dello stesso reattore, impiegando “delle membrane tubolari a base di palladio su supporto ceramico”. L’efficienza della trasformazione è molto elevata, circa il 72 %. L’idrogeno può quindi essere impiegato direttamente o immagazzinato.
Le membrane sviluppate nell’ambito di BIONICO sono caratterizzate da un’elevata stabilità termica e meccanica e un’elevata capacità selettiva. Si è inoltre cercato di ridurre quanto più possibile lo spessore delle membrane, al fine di ridurre i costi del materiale, senza però dover ridurre il flusso di idrogeno. Per ulteriori dettagli date un’occhiata qui. Saranno inoltre svolti dei test per dimostrare come il reattore sviluppato sia molto flessibile, ossia possa essere alimentato con biogas aventi composizioni chimiche differenti.
Il progetto vede la collaborazione di istituzioni di 7 Paesi Europei: Politecnico di
Milano, Technical University of Eindhoven, TECNALIA, QUANTIS, Johnson Matthey, ICI Caldaie, Rauschert e ENC.
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