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Ogni tanto, senza preavviso, arrivano notizie che ci cambiano la giornata. Quando ho appreso quanto segue, ho capito che l’Italia non è poi così ferma, immobile come la immaginavo.
E PUR SI MOVE !
Diceva tanti, tantissimi anni fa un certo Galileo Galilei riferendosi, però, a tutt’altro.
La notizia straordinaria è che l’Italia (a pari merito con la Germania) ha totalizzato ben 75,5 punti su 100 ed è salita in vetta alla classifica delle nazioni più energeticamente efficienti. O meglio, l’Italia è risultata al primo posto per politiche ed azioni di efficienza energetica.
Non male; anzi, benissimo!
Il report biennale è frutto del lavoro di ACEEE o American Council for an Energy Efficient Economy che ha pubblicato nel 2018, nel 2016, e nel 2014. Negli ultimi due casi l’Italia è sempre stata seconda. Nel 2014 alle spalle della sola Germania. Nel 2016, insieme al Giappone, alle spalle della (solita, perfetta) Germania. Ma quest’anno la perfezione (o quasi) l’abbiamo raggiunta anche noi.
Quattro gli ambiti studiati dall’organizzazione americana: impegno nazionale, edifici, industria, e trasporti. Tutti e quattro gli ambiti studiati si suddividono in diversi voti dati da sotto-fattori, alcuni dei quali listati di seguito:
Il punteggio più alto italiano riguarda proprio l’industria con 20,5 su 25, seguita dal mondo degli edifici commerciali e residenziali (20 su 25), e – in coda – impegno nazionale (18 su 25) e trasporti (17 su 25).
I primati nelle diverse categorie spettano, invece, a Germania per quanto gli sforzi nazionali verso politiche ed azioni di efficienza energetica (22 su 25); alla Spagna per gli edifici (22 su 25); al Giappone per l’industria (21,5 su 25) e, infine, alla Francia per i trasporti (17,5 su 25).
Bravi tutti, ma adesso abbiamo una grande responsabilità. Dobbiamo portare alte le conoscenze in campo tecnologico, di governance e professionali che abbiamo fatto crescere in questi anni.
Può diventare una magnifica opportunità; c’è ancora da lavorare.
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