Energy mix

PlayStation 5, consumi ed ecocompatibilità della nuova console Sony

Ad un mesetto dal suo lancio ufficiale, la PlayStation 5, ha raccolto già tantissime opinioni da chi l’ha potuta provare. Quello che sappiamo sulla quinta generazione della famosa console della multinazionale giapponese è che a fine novembre, gli store online di Amazon e i negozi di elettronica sono stati inondati da un volume di richieste esagerato. L’attesa per la console next-gen era davvero tanta, e la pandemia ha forse contribuito all’acquisto in massa. Le esclusive per la PS5 poi non hanno fatto altro che aumentare le aspettative dei videogiocatori.

Non solo tecnologia, ma anche attenzione all’ambiente

La Playstation 5 riposa in una scatola in cartone ecologico realizzata tramite un mix di canna da zucchero e fibra di bambù. In tal maniera l’utilizzo di plastica per la confezione è diminuito rispetto alla versione precedente. La versione Standard non è l’unica opzione acquistabile: è infatti disponibile la cosiddetta Digital Edition. La prima, al contrario della seconda, presenta il lettore ottico. I relativi alimentatori hanno una potenza massima rispettivamente di 350 e 340 W. La potenza massima media impiegata per l’utilizzo della console in modalità di gioco si aggira attorno ai 160 W, evidenziando quanto margine effettivo sia ancora a disposizione. Il Dualsense Wireless Controller presenta una batteria agli ioni di litio integrata e ricaricabile. Questa soluzione è attualmente la più utilizzata anche in campo automobilistico per le batterie dei veicoli elettrici.

Playstation.com

I consumi della PlayStation 5

La PlayStation 5 presenta consumi variabili a seconda della modalità di esecuzione. Secondo un’analisi effettuata da Eurogamer i consumi in Stand-by (equivalente alla modalità riposo di PlayStation 4) si attesterebbero intorno agli 1.5 wattora per mantenere aggiornato il software. Valore che aumenta fino a 36 Wh nel momento in cui si decide di effettuare un download. Per renderci conto dei numeri, una semplice stufa da 1000 watt (1 kW) accesa per un’ora consuma 1 kWh di energia. Tuttavia, sono presenti giochi il cui aggiornamento arriva a consumare anche 150 Wh, ma in questo caso la console è accesa.

Una curiosità riguarda il consumo da spenta. La console rimane infatti disponibile alla ricezione di eventuali segnali di accensione provenienti dai controller wireless, consumando circa 1.3 Wh per tale attività. In Power Off il consumo annuale di una PS5 ammonterebbe a 11.4 kWh con un costo in bolletta leggermente inferiore a 20 euro. Prezzo che lievita a 400 euro per giocarci ipoteticamente h24 per un intero anno, arrivando a consumare 1.3 MWh.

APPCONSUMO MASSIMO (Watt)
Astro’s Playroom205
Dashboard67
Days Gone147
Dirt 5111
Marvel’s Spider-Man Miles Morales (30 FPS)200
Marvel’s Spider-Man Miles Morales (60 FPS)210
Doom Eternal125
The Last of Us: Parte 2104
A cura dell’autore

Ecocompatibilità e PlayStation 5

Secondo le previsioni di Sony, saranno 7 milioni le console vendute al primo anno. Considerando che l’utilizzo medio da parte di ogni utente di PS4 è stato di 2 ore al giorno, quanto grande potrebbe la richiesta energetica aggiuntiva totale necessaria sulla rete? Dividendo le ore giornaliere in 3 fasi di esecuzione (Standby 20h – Download in modalità riposo 2h – Gioco 2h), possiamo calcolare quanto pesi sul portafoglio e sulla bolletta di ogni utente il sostentamento annuale della console. Quindi, rispettivamente, i consumi ammontano a circa 11 kWh, 26 kWh e 146 kWh, per un totale di 186 kWh ed un costo che si aggira indicativamente sui 60€.

Se con queste stime si vendessero nel tempo in Italia un milione di PS5, il consumo energetico totale annuo ammonterebbe a più di 200 GWh, tenuto conto dell’utilizzo anche dei relativi televisori. Considerando che nel 2017 l’Italia ha avuto consumi di energia elettrica per circa 333.591 GWh, l’aumento di energia richiesta percentuale non è così rilevante. Inoltre, la maggior parte dei futuri utenti è già in possesso di una console e l’acquisto di una PS5 sarebbe un semplice rimpiazzo della versione precedente, meno attenta all’ambiente.

Articolo a cura di Enrico GALVAGNA

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