Primo Piano

Crisi climatica, il 2024 è stato l’anno più caldo di sempre: superata per la prima volta la soglia degli 1,5 gradi

Il 2024 è appena terminato, ma le notizie non sono per niente positive. E’ appena finito l’anno più caldo di sempre.

Il 2024 si è appena concluso e noi pensiamo che il futuro sarà migliore, e che magari il tempo rimetterà le cose a posto. Ma nel 2024, il pianeta ci ha dato un segnale forte e chiaro: non possiamo più aspettare. È stato l’anno più caldo mai registrato, superando persino il record del 2023.

I dati di Copernicus, l’agenzia europea per il monitoraggio climatico, sono schiaccianti. È incredibile pensare che l’intero anno sia stato in media 1,6 gradi più caldo rispetto all’era pre-industriale. Quella soglia critica di 1,5 gradi fissata dall’Accordo di Parigi, l’abbiamo superata.

Ma un numero magari può non far paura, a differenza degli eventi estremi che si sono verificati “grazie” proprio a quest’aumento di temperatura. E quest’effetto lo abbiamo visto tutti con i nostri occhi: ondate di caldo record, uragani devastanti, fiumi che si prosciugavano. 

Ma non è solo una questione di temperature. Ci sono così tante variabili in gioco: dagli effetti del fenomeno El Niño ai cambiamenti nei livelli di inquinamento delle navi, fino alle eruzioni vulcaniche. Quindi, diventa chiaro che il clima è un sistema complesso, ma che, alla base di tutto, c’è una costante: l’influenza devastante delle attività umane.

Una situazione drammatica

Nel 2024, i record climatici sono caduti come tessere del domino. Il giorno più caldo mai registrato è arrivato a luglio, seguito da mesi interi che hanno segnato nuovi picchi storici. Non è un caso che tutti gli anni più caldi siano stati concentrati nell’ultimo decennio, e questo ha comportato un aumento degli eventi estremi. Infatti, nel 2024, gli uragani alimentati da temperature oceaniche insolitamente alte hanno colpito duramente gli Stati Uniti, mietendo centinaia di vittime. In Spagna, inondazioni catastrofiche hanno ucciso più di 200 persone, mentre la siccità ha ridotto i fiumi amazzonici ai minimi storici.

E poi c’è stata la stagione dei tifoni nelle Filippine, con sei cicloni tropicali in appena un mese. È chiaro: il nostro mondo sta cambiando, e non in meglio. Gli scienziati hanno dimostrato che il cambiamento climatico è una forza trainante dietro queste tragedie. Ogni grado in più intensifica le tempeste, aggrava le siccità e rende le inondazioni più devastanti. E ciò che è peggio è che molte delle persone più colpite da questi disastri sono quelle meno responsabili delle emissioni che li causano.

Illustrazione di un uragano visto dallo spazio (Depositphotos FOTO) – www.energycue.it

Come evolverà la situazione

Ma perché il 2024 è stato così caldo? Gli esperti puntano il dito principalmente verso la crisi climatica causata dall’uomo. La combustione di carbone, petrolio e gas ha portato a un aumento dei gas serra che intrappolano il calore nell’atmosfera. A questo si è aggiunto l’effetto di El Niño, un fenomeno naturale che tende a riscaldare ulteriormente il pianeta. Tuttavia, ci sono altri fattori meno noti che potrebbero aver giocato un ruolo. Ad esempio, nuove regolamentazioni sulle emissioni delle navi hanno ridotto l’inquinamento atmosferico. Una vittoria per la salute umana, certo, ma anche un colpo alla capacità del pianeta di riflettere la luce solare nello spazio.

E poi c’è l’eruzione di un enorme vulcano sottomarino nel Pacifico nel 2022, che ha rilasciato una quantità impressionante di vapore acqueo, un potente gas serra, nell’atmosfera. Il 2025 potrebbe non essere altrettanto estremo, grazie al ritorno del fenomeno La Niña, che ha un effetto raffreddante. Ma questo non significa che possiamo rilassarci. Gli scienziati ci avvertono che il riscaldamento globale non si fermerà magicamente. Anzi, finché continueremo a bruciare combustibili fossili, la traiettoria rimarrà verso l’alto. E il tempo per agire si sta esaurendo. 

Mattia Paparo

Recent Posts

40 anni dal disastro di Chernobyl: cosa accadde davvero e cosa dice oggi la scienza sulla sicurezza nucleare

Ricostruzione dettagliata del disastro nucleare di Chernobyl del 26 aprile 1986: difetti del reattore RBMK,…

1 settimana ago

Meno auto, città più fresche: una ricerca ha quantificato il legame tra traffico e temperatura urbana

Uno studio dell'Università di Manchester pubblicato sul Journal of Advances in Modeling Earth Systems ha…

3 settimane ago

Sciami di microrobot contro le microplastiche: la scienza scende in campo ai Lincei

Ci sono particelle di plastica nelle acque dell'Artico, nel cibo che mangiamo, nell'aria che respiriamo…

4 settimane ago

L’Italia mappa l’amianto dai satelliti: e-GEOS e il Mase avviano il primo censimento nazionale dall’orbita

Il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica ha affidato a un consorzio guidato da e-GEOS,…

1 mese ago

Vibrazioni molecolari come catapulte per elettroni: la scoperta che cambia la fisica del fotovoltaico organico

Un gruppo di ricercatori guidato dall'Università di Cambridge ha dimostrato che le vibrazioni molecolari ad…

1 mese ago

Ghiacciai come macchine del tempo: cosa contengono le carote di ghiaccio che il riscaldamento sta cancellando per sempre

Una carota di ghiaccio estratta dal ghiacciaio Weißseespitze nelle Alpi Orientali, al confine tra Austria…

1 mese ago