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Microplastiche, sono ovunque: anche dentro il nostro cervello

Il grave problema delle microplastiche sta diventando insostenibile, ormai è ovunque. Anche dentro di noi ci sono tracce.

Le microplastiche sono dei minuscoli pezzettini di plastica che, in un modo o nell’altro, ormai si trovano ovunque. Gli habitat naturali, ormai, sono invasi, infatti non è così raro trovarne traccia nei pesci che mangiamo o addirittura nel sale.

Le microplastiche sono dei nemici invisibili e che, secondo queste ricerche, le troviamo anche all’interno del nostro corpo. Soprattutto nelle zone del cervello. La notizia viene da uno studio pubblicato su Jama Network Open. I ricercatori hanno trovato microplastiche nei bulbi olfattivi di otto persone. E sai cosa significa? Che probabilmente si sono fatte strada dal naso fino al cervello.

Finora, le microplastiche erano state trovate in tanti tessuti umani, ma mai direttamente nel cervello. Questo apre scenari inquietanti, soprattutto per il possibile legame con malattie neurodegenerative. E poi, diciamocelo, l’idea che queste particelle siano dentro di noi è piuttosto disturbante, no?

Quello che rende la questione ancora più preoccupante è che non parliamo di roba rara o esotica. Le particelle trovate sono in gran parte fatte di polipropilene, un materiale che usiamo ogni giorno per imballaggi, contenitori e mille altre cose.

La strada dal naso al cervello

Allora, come ci arrivano queste particelle nel cervello? Il percorso è più diretto di quanto pensassimo. I bulbi olfattivi, che si trovano proprio alla base del cervello, elaborano le informazioni sugli odori. E qui sta il punto: le microplastiche sembrano sfruttare questa connessione tra il naso e il cervello per infilarsi dentro. Attraversano piccoli fori nella lamina cribrosa, una griglia ossea che separa il naso dal cervello. 

Gli scienziati hanno trovato particelle che misurano tra 5,5 e 26,4 micrometri. Ti sembra poco? Considera che è un quarto dello spessore di un capello umano! E sono fatte di polipropilene, quel materiale che trovi in ogni angolo della tua casa. E non è finita qui. Già in passato si era scoperto che altre particelle inquinanti potevano arrivare al cervello. Ma questa è la prima volta che troviamo microplastiche in un tessuto cerebrale umano. La cosa inquietante è che non sappiamo ancora quali possano essere gli effetti a lungo termine. 

Illustrazione di alcune microplastiche sulla mano (Depositphotos FOTO) – www.energycue.it

Conseguenze e riflessioni

E ora la domanda che tutti ci facciamo: cosa significa tutto questo per la nostra salute? Gli scienziati stanno ancora cercando di capirlo. Le microplastiche potrebbero essere coinvolte in malattie neurodegenerative, come il Parkinson o l’Alzheimer. E poi c’è il rischio che queste particelle danneggino il DNA delle cellule cerebrali, provocando infiammazioni o altri problemi. Il problema è che le microplastiche sono ovunque.

Ridurre la nostra esposizione sembra quasi impossibile. Eppure, qualche passo possiamo farlo: evitare il più possibile l’uso di plastica monouso, scegliere materiali alternativi e spingere per politiche più severe contro l’inquinamento. Insomma, è una sfida, ma non possiamo ignorarla.

Mattia Paparo

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