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Dalla COP1 alla COP29: la lunga sfida globale contro la crisi climatica

La lunga sfida contro la crisi climatica non è una battaglia recente. Sono decenni che si discute di cosa fare e come agire.

La lotta contro i cambiamenti climatici va avanti da decenni, e sono tantissime le persone, le nazioni e gli enti che partecipano a veri e propri convegni o congressi per discutere su come agire in futuro. Senza dimenticare che siamo in piena crisi climatica, ed ogni passo è importante per mitigare questo processo.

E proprio di recente si è tenuta la  COP29 Baku, in Azerbaijan, dall’11 al 22 novembre 2024. Questo incontro è stato particolarmente interessante, non solo per i temi trattati, ma anche per il contesto in cui si è svolto.

Con le preoccupazioni sui diritti umani e il ruolo dell’Azerbaijan come produttore di combustibili fossili, l’atmosfera era piuttosto tesa. E non dimentichiamoci che questo evento è arrivato subito dopo le elezioni negli Stati Uniti, dove Donald Trump ha vinto di nuovo, famoso per il suo ritiro dagli accordi di Parigi.

Insomma, un mix di situazioni che ha reso la COP29 un momento cruciale per affrontare la crisi climatica globale. Purtroppo, la situazione è critica ma l’obbiettivo principale è solo uno: raggiungere accordi globali efficaci.

La storia delle COP

Ma facciamo un passo indietro e vediamo un po’ la storia delle COP. La preoccupazione per i cambiamenti climatici non è qualcosa di nuovo; risale agli anni ’60 e ’70, quando i primi segnali di allerta cominciarono a farsi sentire. Il Summit della Terra di Stoccolma nel 1972 è stato il primo vero campanello d’allarme a livello globale. Poi, nel 1979, c’è stata la Prima Conferenza Mondiale sul Clima a Ginevra, dove si è cominciato a discutere seriamente dei cambiamenti climatici causati dall’uomo.

Negli anni ’80, abbiamo visto i primi modelli climatici globali prendere forma e nel 1988 è nato l’IPCC, l’Intergovernmental Panel on Climate Change, per valutare scientificamente questi cambiamenti. La Conferenza ONU di Rio de Janeiro nel 1992 ha formalizzato la UNFCCC, stabilendo il principio delle “responsabilità comuni ma differenziate”. La prima COP si è tenuta a Berlino nel 1995, dando il via a un lungo viaggio di negoziazioni internazionali. Gli Accordi di Kyoto nel 1997 e quelli di Parigi nel 2015 sono state tappe fondamentali in questa lotta contro il cambiamento climatico. È incredibile vedere quanto sia evoluta la consapevolezza climatica nel tempo!

Illustrazione della cerimonia di apertura del Vertice (Wikipedia President.az FOTO) – www.energycue.it

Le sfide attuali

Tornando alla COP29, è emerso chiaramente che ci sono divisioni profonde tra le Parti. Si è parlato molto di mitigazione, adattamento e risarcimento per i danni climatici. L’Alleanza delle Piccole Isole-Stato (AOSIS) ha continuato a chiedere azioni concrete contro l’innalzamento del livello del mare, una questione che tocca da vicino tante comunità vulnerabili. Nonostante i progressi scientifici, il cammino politico per raggiungere accordi globali efficaci è ancora ostico. La crisi climatica è, senza dubbio, una delle sfide più grandi e complesse che l’umanità si trova ad affrontare.

Durante la COP29, il tavolo della finanza climatica ha avuto un ruolo centrale, con un obiettivo ambizioso di 300 miliardi di dollari di finanziamenti per il clima. È un passo importante, ma ci vorrà molto lavoro per realizzarlo. Ma anche UNICEF non si è tirata indietro, dichiarando che si impegnerà a lavorare con governi e partner, con lo scopo di garantire che le misure climatiche siano attuate in modo concreto, soprattutto a favore dei bambini di tutto il mondo. È fondamentale pensare alle generazioni future nella lotta contro la crisi climatica!

Mattia Paparo

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