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Dal turismo al disastro ecologico, il Mar Morto continua a prosciugarsi

Purtroppo il Mar Morto è destinato a sparire, e ci sono vari processi che stanno accelerando questo processo. La situazione è critica!

Il Mar Morto è un luogo incredibile, ed è famoso per le sue acque salate e il suo paesaggio mozzafiato. Ad esso sono legate tantissime storie, stia scientifiche che religiose, ma dal punto di vista ambientale, purtroppo, ci troviamo davanti ad un disastro. Il mar Morto è in grave pericolo!

Ma prima di tuffarci nei problemi attuali, facciamo un salto indietro nel tempo per capire le origini di questo straordinario lago. La sua storia è affascinante e ancora oggi oggetto di dibattito tra studiosi. Secondo la teoria più accreditata, il Mar Morto si sarebbe formato circa 3,7 milioni di anni fa

All’epoca, la valle del fiume Giordano era soggetta a inondazioni del Mar di Levante, creando una laguna chiamata Laguna di Sedoom. Circa 2 milioni di anni dopo, un sollevamento tettonico portò alla formazione della catena montuosa dei Giudei, isolando la laguna e dando vita al preistorico lago di Lisan.

E’ sopravvissuto per milioni di anni, ma potrebbe letteralmente sparire. Infatti, si stima che possa scomparire entro pochi decenni, e le conseguenze sarebbero devastanti non solo per l’ambiente, ma anche per l’economia e la geopolitica della regione. Dal Mar Morto dipendono molte vite, e non rimane molto tempo per provare a tamponare la situazione.

Le cause della riduzione del bacino d’acqua

Ora, passiamo a vedere le cause del restringimento del Mar Morto. Negli anni ’80, l’uso eccessivo delle acque del bacino per l’irrigazione ha iniziato a diventare insostenibile. Gli agricoltori hanno cominciato a sfruttare le acque del Giordano, portando la portata a ridursi al 10% di quella naturale! E non parliamo solo dell’agricoltura; il turismo di massa ha contribuito a questo disastro, con hotel di lusso che spuntano come funghi sul versante israeliano, aumentando ulteriormente la richiesta di acqua.

Ma non è tutto! I cambiamenti climatici hanno reso la situazione ancora più critica. La regione è già naturalmente arida, e con le precipitazioni scarse e l’evaporazione che aumenta, il livello dell’acqua continua a scendere. Non si parla di pochi centimetri ma di 1 metro all’anno. E non possiamo dimenticare l’impatto dello sfruttamento delle falde acquifere sotterranee in Giordania, che non fa altro che peggiorare la situazione.

Illustrazione delle concrezioni saline del Mar Morto (Wikipedia Stefano59Rivaraforcommons FOTO) – www.energycue.it

Conseguenze e possibili soluzioni

Le conseguenze di questa crisi sono enormi. La riduzione del Mar Morto sta già danneggiando il settore turistico israeliano, fondamentale per l’economia locale. Inoltre, la scarsità d’acqua ha reso difficile la coltivazione per i contadini giordani e palestinesi, aumentando le tensioni in un’area già instabile. 

Ma non tutto è perduto! Ci sono progetti di mitigazione in cantiere. Uno di questi è il “Condotto della Pace” (o il canale della Pace), un’iniziativa finanziata dalla Banca Mondiale con 15 milioni di dollari. Questo progetto prevede di collegare il Mar Morto al Mar Rosso. Ovviamente, ci sono preoccupazioni da parte degli scienziati riguardo all’impatto di questo canale sull’ecosistema unico del Mar Morto, ma (in parte9 è un passo verso il tentativo di salvare questa meraviglia naturale.

Mattia Paparo

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