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Inquinamento dell’aria a Delhi è più grave del previsto: l’umidità distorce le misurazioni

Scopri ora come l’inquinamento di Nuova Delhi incide sulle rilevazioni dell’umidità e cosa cambia per lo studio del clima.

L’uso di combustibili fossili in India è diffuso e centrale per l’economia del Paese. Carbone, petrolio e gas naturale alimentano le industrie, le centrali elettriche e i trasporti. Questo ha un costo ambientale, con emissioni di CO₂ e particolato che rendono l’aria irrespirabile, soprattutto nelle grandi metropoli come Nuova Delhi.

L’inquinamento atmosferico a Nuova Delhi è così grave che sono nati servizi di filtrazione avanzata dell’aria per hotel di lusso. Gli ospiti possono soggiornare in ambienti con aria purificata, lontani dallo smog che soffoca la città.

Le conseguenze dell’inquinamento sono pesanti. A livello economico, i costi sanitari aumentano e la produttività cala. L’ambiente ne risente con la distruzione degli ecosistemi. La salute della popolazione peggiora.

Una nuova ricerca ha rivelato un altro problema: le misurazioni dell’inquinamento potrebbero essere errate. L’umidità dell’aria influisce sulla dimensione delle particelle inquinanti, con una sottostima della loro reale concentrazione. Cosa sta accadendo?

Perché l’umidità è importante

L’umidità è un fattore chiave nella qualità dell’aria. Le particelle di inquinanti, come il PM1 e il PM2.5, assorbono il vapore acqueo, così aumentano di dimensione e diventano più pericolose. Questo processo, noto come crescita igroscopica, rende l’aria ancora più nociva.

La rilevazione dell’umidità serve per ottenere dati più precisi. Strumenti di misurazione non tarati per tener conto dell’umidità possono sottostimare l’inquinamento fino al 20%, come dimostra la recente ricerca. Cosa hanno scoperto gli scienziati?

L’inquinamento a Nuova Delhi (screenshot Vice News/YouTube) – www.energycue.it

I risultati della ricerca

Uno studio condotto dall’Università di Birmingham ha analizzato questo problema a Nuova Delhi. I ricercatori hanno scoperto che, a causa della crescita igroscopica, le particelle di PM1 vengono sottostimate nelle ore più critiche della giornata. Durante l’inverno, quando l’umidità è più alta e l’inquinamento più intenso, le misurazioni possono essere errate fino al 20%. Questo significa che l’aria è ancora più tossica. Lo studio ha esaminato anche l’andamento stagionale di questo fenomeno. Durante la stagione dei monsoni, la pioggia lava via molte particelle, e riduce l’effetto della crescita igroscopica. L’umidità poi peggiora la situazione.

L’inquinamento atmosferico a Nuova Delhi è già considerato tra i peggiori al mondo, ma questa ricerca dimostra che il problema potrebbe essere ancora più grave. Il fatto che l’umidità altera le misurazioni indica che le persone sono esposte a livelli di inquinamento più alti. Questo potrebbe spiegare perché molte persone continuano a soffrire di malattie respiratorie e cardiovascolari nonostante le attuali politiche di mitigazione. Per affrontare il problema, i ricercatori propongono di migliorare le tecnologie di rilevazione e di adottare misure più rigide per ridurre le emissioni da biomassa e combustibili fossili. L’adozione di strategie più efficaci serve per proteggere la salute pubblica e ridurre i danni ambientali a lungo termine. Le strategie adottate potrebbero non essere efficaci dopo gli esiti di questa ricerca, ma l’alternativa resta usare di più le fonti meno inquinanti. La notizia arriva da ScienceDaily.

Annarita Faggioni

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