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Polonia, scoperto il più grande giacimento di petrolio della sua storia nel Mar Baltico

Questa scoperta, un grandissimo giacimento di petrolio, può cambiare la partita energetica della Polonia e del Mar Baltico.

Il 21 luglio 2025, la società Central European Petroleum (CEP) ha annunciato qualcosa di grosso: una nuova scoperta petrolifera al largo della costa polacca, sotto il Mar Baltico, a pochi chilometri da Świnoujście. Secondo le stime, si tratterebbe del più grande giacimento convenzionale mai individuato nel Paese, e uno dei più rilevanti in tutta Europa negli ultimi dieci anni. 

La perforazione è avvenuta in un punto chiamato Wolin East 1, o più semplicemente WE1. Il pozzo è stato trivellato in acque basse, a circa 9,5 metri di profondità, fino a raggiungere i 2.715 metri sotto il fondale marino. E proprio lì, in mezzo al nulla, si nascondeva una colonna di idrocarburi di 62 metri, intrappolata nella formazione geologica conosciuta come Main Dolomite.

Nel comunicato ufficiale, il CEO della compagnia, Rolf G. Skaar, è entusiasto sia per la sua azienda che per la Polonia in generale. La sua visione è quella di uno sviluppo a lungo termine, sostenibile e in linea con gli interessi strategici del Paese.

Anche dal governo polacco sono arrivate parole importanti. Il Sottosegretario di Stato e Capo Geologo Prof. Krzysztof Galos ha descritto la scoperta come un potenziale punto di svolta nella storia delle esplorazioni di idrocarburi in Polonia. Secondo lui, se tutto andrà per il verso giusto, Wolin East potrebbe diventare il più grande giacimento mai scoperto nel Paese, contribuendo concretamente alla sicurezza energetica nazionale.

I numeri della scoperta e il potenziale inespresso

Stando alle stime diffuse da Central European Petroleum, il giacimento Wolin East 1 conterrebbe circa 200 milioni di barili equivalenti di petrolio (mmboe), comprendenti greggio (con una gradazione API di 33,4), gas naturale e liquidi associati. Questo valore si riferisce al solo pozzo WE1, ma l’intera concessione ha un potenziale ancora più ampio. In effetti, considerando anche altre aree della licenza e la formazione più profonda chiamata Rotliegend, si ipotizza che le risorse recuperabili totali superino i 400 milioni di barili equivalenti. 

Dal punto di vista tecnico, il pozzo è stato realizzato con una piattaforma jack-up, una struttura galleggiante ideale per acque poco profonde. Una volta raggiunta la profondità prevista, le analisi geologiche e i test hanno confermato la presenza di una colonna di idrocarburi ampia e continua, con caratteristiche di serbatoio “eccellenti” per avviare una produzione stabile di petrolio e gas. 

Illustrazione di un impianto di estrazione (Canva FOTO) – energycue.it

Concessioni, licenze e un futuro tutto da scrivere

CEP, la società che ha effettuato la scoperta, è una compagnia canadese con sede a Calgary, sostenuta in gran parte da investitori norvegesi. La sua controllata polacca, CEP Central European Petroleum Sp. z o.o., è titolare al 100% della concessione denominata Wolin, che copre circa 593 km² al largo della costa nord-occidentale della Polonia. La licenza venne assegnata nel 2017 a seguito di una gara pubblica indetta dal Ministero dell’Ambiente, in conformità alla direttiva 94/22/EC dell’Unione Europea.

Per il futuro, CEP ha già dichiarato di voler procedere con studi di fattibilità sulle infrastrutture necessarie per lo sfruttamento del giacimento, valutando tecnologie moderne e strategie compatibili con gli obiettivi energetici del Paese. L’obiettivo, secondo l’azienda, è procedere rapidamente, ma senza compromettere la solidità tecnica del progetto e mantenendo un dialogo costante con tutte le parti coinvolte. Se tutto filerà liscio, il sito di Wolin East potrebbe diventare un tassello chiave della produzione energetica polacca, riducendo la dipendenza da fornitori esterni.

Mattia Paparo

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