Home » Sinner, ecco il suo piatto preferito: “Lo preparava sempre mia nonna” | Non riesce a farne a meno

Sinner, ecco il suo piatto preferito: “Lo preparava sempre mia nonna” | Non riesce a farne a meno

Jannik Sinner sorridente (Depositphotos foto) - www.energycue.it

Jannik Sinner sorridente (Depositphotos foto) - www.energycue.it

Un ricordo d’infanzia che vale più di mille vittorie: il grande campione rivela uno dei piatti a cui è più legato.

Spesso ci si dimentica che, dietro i grandi nomi dello sport, ci sono ragazzi come tutti noi. Gente che, prima di calcare i campi più importanti del mondo, ha vissuto pomeriggi normali, pranzi in famiglia e storie semplici. In un mondo in cui ogni parola è analizzata al microscopio, certe confessioni arrivano dritte, genuine. E fanno pure un po’ bene, perché ci ricordano che anche chi è in cima ha qualcosa che lo riporta a terra.

Le origini non si dimenticano mai, e chi ha successo spesso lo dice: è da lì che arriva la forza vera. Non dalle coppe, non dai titoli. Ma da chi ti ha cresciuto, da quelle abitudini che sembrano piccole e invece ti formano. C’è chi torna a casa per rivedere gli amici, chi per stare zitto davanti a un panorama. E poi c’è chi torna per riscoprire sapori che non cambiano mai, anche se tutto il resto intorno sì.

Alcuni piatti sembrano nulla, ma sono tutto. Bastano un odore, un morso, ed è subito infanzia. Non servono grandi chef o ristoranti di lusso. A volte è la cucina della nonna, o del papà, a lasciare il segno per sempre. Gli atleti, abituati a contare tutto – calorie, minuti, passi – in quei momenti si fermano e si lasciano andare. Perché ogni tanto, anche per loro, serve qualcosa che scaldi il cuore, non solo i muscoli.

D’accordo, c’è la dieta, i rigidi programmi, il fisico da mantenere. Ma c’è anche la libertà di sentirsi “normali” per un attimo. In quei pochi giorni liberi, quando si stacca davvero, succede qualcosa di speciale. Non sono sgarri. Sono ricordi che tornano a galla. E ci si rende conto che, a volte, un piatto dice molto di più di un’intervista intera.

Un’intervista diversa dal solito

Durante una chiacchierata con il Corriere della Sera, ripresa da Tuttosport, Jannik Sinner ha lasciato da parte racchette e classifiche per parlare un po’ di sé. Senza forzature. Ha parlato del mare (spoiler: non ama troppo l’acqua profonda), di sentimenti (spoiler 2: sì, è innamorato, ma non vuole dire di più) e soprattutto di casa. Di quei ritorni in Alto Adige che, anche se brevi, lo rimettono in contatto con le sue radici.

Tra i tanti ricordi, ce n’è uno che spicca. Forse perché è semplice, o forse perché ci siamo passati tutti: il pranzo dai nonni. Quando i genitori lavoravano, Sinner mangiava spesso lì. E c’era un piatto che non mancava mai. Un classico della cucina tirolese, ma con qualcosa in più: l’amore con cui veniva preparato. Anche oggi, appena riesce a rientrare, anche solo quei due o tre giorni, non si fa mancare quell’appuntamento con il passato.

La cotoletta di vitello (Depositphotos foto) - www.energycue.it
La cotoletta di vitello (Depositphotos foto) – www.energycue.it

Quel piatto che sa di casa

Si chiama Wienerschnitzel, ed è una cotoletta impanata di vitello. Ma per Jannik non è solo un secondo piatto. È il profumo della nonna, è l’infanzia, è quel momento in cui tutto sembrava semplice e al suo posto. Non la mangia tutti i giorni, ovvio – ha detto che ormai se la concede solo quando torna a casa – ma quando succede, la vive senza sensi di colpa. “Mangiavo spesso a pranzo dai nonni perché i miei genitori erano sempre al lavoro. Direi la Wienerschnitzel di mia nonna, molto buona”, dice, ricordando i suoi piatti preferiti.

Ha citato anche i canederli, che preparava il papà, e i buchteln, quei dolcetti morbidi che profumano di legna e coperte calde. Tutti gusti legati a momenti precisi. Ecco, in mezzo alla pressione, agli allenamenti, alle aspettative, Jannik resta uno che sa esattamente cosa lo rende felice. E non è un trofeo. È una cotoletta cucinata come una volta.