Le erbe infestanti possono compromettere la gestione del verde, sia in ambito agricolo che ornamentale. La loro presenza può incidere sulla salute delle colture, alterare l’equilibrio ecologico e aumentare significativamente il fabbisogno di interventi correttivi. Per questo motivo, è determinante comprendere come trattare le erbe infestanti in modo strategico ed efficace, intervenendo con precisione.
Nella gestione agronomica e paesaggistica, le erbe infestanti sono quali specie vegetali che crescono in luoghi in cui non sono desiderate, interferendo con l’attività agricola, orticola o ornamentale. Non esiste una pianta intrinsecamente infestante: è il contesto a definirne la natura. Una specie ornamentale, per esempio, può diventare infestante in un ambiente dove non è prevista.
Le caratteristiche principali che definiscono una pianta infestante, tra le tante, sono:
Le proprietà di cui sopra rendono ogni specie infestante in agricoltura biologica una minaccia persistente, difficile da eliminare completamente e capace di adattarsi ai cambiamenti colturali o ambientali.
La presenza di erbacce può generare conseguenze rilevanti su più livelli, in particolar modo in relazione alla sostenibilità delle colture e alla salute dell’ecosistema agrario. La prevenzione è approccio mirato nella lotta contro le erbe infestanti. Intervenire prima che si sviluppino potrebbe contenere i danni e ridurre la necessità di diserbo meccanico o chimico.
È indubbio che ogni infestante in agricoltura biologica sia un ostacolo importante, poiché non si possono usare erbicidi chimici di sintesi. Questo impone strategie complesse, come la sarchiatura manuale o meccanica, la semina su file distanziate o l’impiego di colture di copertura. La competizione con le piante coltivate per acqua, luce e nutrienti può ridurre la resa del raccolto, compromettere la qualità dei prodotti e minacciare l’equilibrio del sistema produttivo.
Oltremodo il ciclo delle lavorazioni può risultare rallentato o ostacolato: la presenza massiccia di infestanti rende più difficile la raccolta, aumenta il rischio di contaminazione del raccolto e impone un dispendio maggiore di manodopera. In sistemi a basso impatto (come quelli biologici), ciò potrebbe determinare un significativo incremento dei costi di produzione.
Alcune erbe infestanti fungono da ospiti alternativi per fitoparassiti e agenti patogeni, contribuendo alla diffusione di malattie che colpiscono le colture principali. La gestione integrata delle infestanti riduce, di conseguenza, i rischi indiretti legati alla diffusione di patogeni.
Non solo, in contesti urbani e ornamentali, le infestanti compromettono la funzionalità e l’estetica degli spazi verdi, rendendo necessarie continue operazioni di sfalcio e manutenzione. Attraverso un approccio sistemico è possibile limitare l’impatto di ogni infestante in agricoltura biologica, proteggendo al tempo stesso la biodiversità, la fertilità del suolo e la redditività dell’azienda agricola.
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