-
Per l'Onu superare gli 1,5 °C dell'Accordo di Parigi è ormai inevitabile
Per l'Onu superare gli 1,5 °C dell'Accordo di Parigi è ormai inevitabile
Il rapporto Unep Limiting Overshoot dà per inevitabile lo sforamento di 1,5 °C. Picco migliore a 1,8 °C, politiche attuali a 2,6 °C.
Il Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente ha pubblicato il 2 settembre 2026 un rapporto che considera ormai inevitabile il superamento della soglia di 1,5 °C fissata dall'Accordo di Parigi. Il documento, diffuso da Nairobi con il titolo Limiting Overshoot, afferma che l'aumento della temperatura media globale oltrepasserà quel valore rispetto ai livelli preindustriali probabilmente entro i prossimi anni, e sposta il problema dall'evitare lo sforamento al contenerlo nel tempo e nell'ampiezza.
I numeri che il rapporto mette accanto a questa conclusione sono tre. Il riscaldamento già avvenuto per cause umane si colloca intorno a 1,4 °C e cresce a un ritmo di circa 0,25 °C per decennio. Nello scenario più favorevole, quello in cui tutti i Paesi realizzano per intero i piani climatici nazionali e gli impegni di neutralità, il picco si ferma a 1,8 °C. Con le politiche oggi in vigore la stima mediana al 2100 sale invece a circa 2,6 °C, dentro un intervallo che va da 1,9 a 3,6 °C.
Perché lo sforamento viene dato per acquisito
Il conto che porta a questa conclusione è quello del bilancio del carbonio, cioè la quantità di anidride carbonica ancora emettibile prima che una certa soglia diventi irraggiungibile. Il rapporto stima che dal 2026 restino circa 130 Gt di CO2 per avere anche solo il 50% di probabilità di fermarsi a 1,5 °C, a fronte di oltre 400 gigatonnellate già emesse dalla firma dell'Accordo di Parigi. A ritmi attuali quel margine si esaurisce in pochi anni.
Per restare su percorsi che contengono il riscaldamento entro 1,5 °C con uno sforamento limitato, il testo richiama la soglia già fissata dall'Emissions Gap Report 2025, cioè emissioni globali di gas serra in calo del 55% rispetto ai livelli del 2019 entro il 2035, sul presupposto che la riduzione fosse partita nel 2020. La traiettoria osservata resta lontana da quel valore, come mostrano i dati sulla crescita della capacità rinnovabile installata.
Va precisato il livello del documento. Limiting Overshoot è uno spotlight report di 139 pagine, cioè una valutazione della letteratura scientifica esistente commissionata dall'agenzia Onu e firmata da un gruppo di autori accademici, tra cui Richard Betts dell'Università di Exeter e Debra Roberts dell'Università del KwaZulu-Natal. Non contiene misure nuove né modelli inediti, e la novità sta nell'inquadramento, con l'agenzia che per la prima volta dedica un rapporto specifico alle conseguenze del superamento.
Che cosa prevede il percorso di superamento, picco e discesa
La traiettoria indicata come migliore opzione rimasta si articola in tre fasi. Il superamento della soglia, un picco tenuto il più basso possibile attraverso tagli immediati alle emissioni di gas serra, metano compreso, e una discesa successiva ottenuta con emissioni nette negative. La rimozione di anidride carbonica dall'atmosfera, attraverso rimboschimento o tecnologie di cattura, entra nel quadro come componente necessaria e non come alternativa ai tagli.
Il rapporto pone però una condizione esplicita a quella rimozione. Può contribuire in modo credibile a riportare le temperature sotto 1,5 °C solo se il picco resta ben al di sotto di 2 °C e se tutte le emissioni residue vengono ridotte, e richiede regole di governance solide per gestire integrità ambientale, equità e scala degli interventi. Sopra 1,5 °C aumenta inoltre la probabilità di attivare punti di non ritorno, tra cui la destabilizzazione delle grandi calotte glaciali, il degrado della foresta amazzonica e l'indebolimento della circolazione meridionale atlantica, il sistema di correnti che trasporta acqua calda superficiale verso nord e acqua fredda profonda verso sud.
Tra i dati di osservazione citati nel documento e ripresi dall'IUCN compaiono lo sbiancamento di oltre l'80% delle barriere coralline tropicali tra il 2023 e il 2025 in almeno 83 Paesi e territori, e la concentrazione di oltre il 40% della perdita di ghiacciai registrata dagli anni Settanta nel solo decennio 2015-2024. Il testo avverte che alcune perdite restano irreversibili anche nel caso in cui il rientro sotto 1,5 °C venga poi ottenuto.
Il passaggio politico successivo è la COP31, la conferenza Onu sul clima la cui presidenza dei negoziati è affidata al ministro australiano per il clima e l'energia Chris Bowen, con Murat Kurum presidente designato per la Turchia. Entrambi hanno legato il rapporto all'agenda del vertice, indicando elettrificazione, riduzione del metano dai rifiuti e resilienza delle città tra i capitoli su cui misurare l'esito.
Domande frequenti
Che cosa significa overshoot climatico?
Indica il superamento temporaneo della soglia di 1,5 °C rispetto ai livelli preindustriali, seguito da un ritorno al di sotto di quel valore grazie al taglio delle emissioni e alla rimozione di anidride carbonica dall'atmosfera. Il rapporto Onu lo descrive come un percorso in tre fasi, con superamento, picco e discesa della temperatura globale.
Il 2024 aveva già superato 1,5 °C?
La media globale del 2024 si è collocata intorno a 1,6 °C sopra il periodo preindustriale, ma un singolo anno non equivale al superamento della soglia dell'Accordo di Parigi, che si misura su medie pluriennali. Il rapporto Unep riguarda il superamento di lungo periodo, atteso nei prossimi anni.
L'obiettivo di 1,5 °C è stato abbandonato?
No. Il documento mantiene il rientro sotto 1,5 °C entro fine secolo come traguardo e definisce il percorso di superamento la migliore opzione rimasta, senza qualificarlo come una traiettoria accettabile o preferibile. Ogni frazione di grado e ogni anno trascorso sopra la soglia aumentano rischi e danni attesi.
Il Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente ha pubblicato il 2 settembre 2026 un rapporto che considera ormai inevitabile il superamento della soglia di 1,5 °C fissata dall'Accordo di Parigi. Il documento, diffuso da Nairobi con il titolo Limiting Overshoot, afferma che l'aumento della temperatura media globale oltrepasserà quel valore rispetto ai livelli preindustriali probabilmente entro i prossimi anni, e sposta il problema dall'evitare lo sforamento al contenerlo nel tempo e nell'ampiezza.
I numeri che il rapporto mette accanto a questa conclusione sono tre. Il riscaldamento già avvenuto per cause umane si colloca intorno a 1,4 °C e cresce a un ritmo di circa 0,25 °C per decennio. Nello scenario più favorevole, quello in cui tutti i Paesi realizzano per intero i piani climatici nazionali e gli impegni di neutralità, il picco si ferma a 1,8 °C. Con le politiche oggi in vigore la stima mediana al 2100 sale invece a circa 2,6 °C, dentro un intervallo che va da 1,9 a 3,6 °C.
Perché lo sforamento viene dato per acquisito
Il conto che porta a questa conclusione è quello del bilancio del carbonio, cioè la quantità di anidride carbonica ancora emettibile prima che una certa soglia diventi irraggiungibile. Il rapporto stima che dal 2026 restino circa 130 Gt di CO2 per avere anche solo il 50% di probabilità di fermarsi a 1,5 °C, a fronte di oltre 400 gigatonnellate già emesse dalla firma dell'Accordo di Parigi. A ritmi attuali quel margine si esaurisce in pochi anni.
Per restare su percorsi che contengono il riscaldamento entro 1,5 °C con uno sforamento limitato, il testo richiama la soglia già fissata dall'Emissions Gap Report 2025, cioè emissioni globali di gas serra in calo del 55% rispetto ai livelli del 2019 entro il 2035, sul presupposto che la riduzione fosse partita nel 2020. La traiettoria osservata resta lontana da quel valore, come mostrano i dati sulla crescita della capacità rinnovabile installata.
Va precisato il livello del documento. Limiting Overshoot è uno spotlight report di 139 pagine, cioè una valutazione della letteratura scientifica esistente commissionata dall'agenzia Onu e firmata da un gruppo di autori accademici, tra cui Richard Betts dell'Università di Exeter e Debra Roberts dell'Università del KwaZulu-Natal. Non contiene misure nuove né modelli inediti, e la novità sta nell'inquadramento, con l'agenzia che per la prima volta dedica un rapporto specifico alle conseguenze del superamento.
che cosa prevede il percorso di superamento, picco e discesa
La traiettoria indicata come migliore opzione rimasta si articola in tre fasi. Il superamento della soglia, un picco tenuto il più basso possibile attraverso tagli immediati alle emissioni di gas serra, metano compreso, e una discesa successiva ottenuta con emissioni nette negative. La rimozione di anidride carbonica dall'atmosfera, attraverso rimboschimento o tecnologie di cattura, entra nel quadro come componente necessaria e non come alternativa ai tagli.
Il rapporto pone però una condizione esplicita a quella rimozione. Può contribuire in modo credibile a riportare le temperature sotto 1,5 °C solo se il picco resta ben al di sotto di 2 °C e se tutte le emissioni residue vengono ridotte, e richiede regole di governance solide per gestire integrità ambientale, equità e scala degli interventi. Sopra 1,5 °C aumenta inoltre la probabilità di attivare punti di non ritorno, tra cui la destabilizzazione delle grandi calotte glaciali, il degrado della foresta amazzonica e l'indebolimento della circolazione meridionale atlantica, il sistema di correnti che trasporta acqua calda superficiale verso nord e acqua fredda profonda verso sud.
Tra i dati di osservazione citati nel documento e ripresi dall'IUCN compaiono lo sbiancamento di oltre l'80% delle barriere coralline tropicali tra il 2023 e il 2025 in almeno 83 Paesi e territori, e la concentrazione di oltre il 40% della perdita di ghiacciai registrata dagli anni Settanta nel solo decennio 2015-2024. Il testo avverte che alcune perdite restano irreversibili anche nel caso in cui il rientro sotto 1,5 °C venga poi ottenuto.
Il passaggio politico successivo è la COP31, la conferenza Onu sul clima la cui presidenza dei negoziati è affidata al ministro australiano per il clima e l'energia Chris Bowen, con Murat Kurum presidente designato per la Turchia. Entrambi hanno legato il rapporto all'agenda del vertice, indicando elettrificazione, riduzione del metano dai rifiuti e resilienza delle città tra i capitoli su cui misurare l'esito.
Domande frequenti
Che cosa significa overshoot climatico?
Indica il superamento temporaneo della soglia di 1,5 °C rispetto ai livelli preindustriali, seguito da un ritorno al di sotto di quel valore grazie al taglio delle emissioni e alla rimozione di anidride carbonica dall'atmosfera. Il rapporto Onu lo descrive come un percorso in tre fasi, con superamento, picco e discesa della temperatura globale.
Il 2024 aveva già superato 1,5 °C?
La media globale del 2024 si è collocata intorno a 1,6 °C sopra il periodo preindustriale, ma un singolo anno non equivale al superamento della soglia dell'Accordo di Parigi, che si misura su medie pluriennali. Il rapporto Unep riguarda il superamento di lungo periodo, atteso nei prossimi anni.
L'obiettivo di 1,5 °C è stato abbandonato?
No. Il documento mantiene il rientro sotto 1,5 °C entro fine secolo come traguardo e definisce il percorso di superamento la migliore opzione rimasta, senza qualificarlo come una traiettoria accettabile o preferibile. Ogni frazione di grado e ogni anno trascorso sopra la soglia aumentano rischi e danni attesi.