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C'è un'isola galleggiante nel lago Williston e ora si sa dov'è finita
C'è un'isola galleggiante nel lago Williston e ora si sa dov'è finita
BC Hydro ha localizzato il 31 agosto l'isola galleggiante del lago Williston, arenata dopo 30 km di deriva.
L'isola galleggiante ricoperta di alberi che ha attraversato il bacino di Williston, nel nord della British Columbia, è stata localizzata. BC Hydro, l'utility pubblica che possiede la diga W.A.C. Bennett e gestisce l'invaso, ha confermato la posizione il 31 agosto e lo ha comunicato il 2 settembre 2026. La massa vegetata si è arenata contro la sponda dell'Ospika Arm, circa 30 km a nordovest del punto in cui era stata documentata per la prima volta vicino a Finlay Bay, e più lontana dalla diga rispetto a quando era stata identificata.
L'oggetto appare integro e misura circa 140 m di lunghezza per 70 m di larghezza, per una superficie di 9.800 m² con vegetazione già insediata in superficie. La società non prevede impatti sulle proprie attività. La vicenda, che tra la fine di agosto e l'inizio di settembre ha generato titoli dalla BBC al New York Times, era nata dalla combinazione di un avvistamento senza spiegazione immediata e di una sparizione apparente dalle immagini satellitari.
Come si è mossa e come si è formata
La cronologia ricostruita da BC Hydro parte dal 21 luglio 2026, data delle immagini satellitari usate poi ad agosto per confermare l'esistenza dell'isola a ovest di Finlay Bay. Il 13 agosto la società riceve foto e video da diportisti locali, ritenuti girati intorno al 21 luglio. A metà agosto l'oggetto sparisce dalla vista, e il 31 agosto la posizione viene confermata incrociando immagini satellitari datate 15 agosto, osservazioni da aerei leggeri e segnalazioni di chi naviga sul lago. La deriva stimata è di circa 30 km in 15 giorni.
Sul meccanismo di formazione il comunicato indica una spiegazione possibile, non una certezza. Isole vegetate galleggianti di queste dimensioni sono poco comuni ma possono comparire nei grandi bacini artificiali, dove tronchi e detriti legnosi si accumulano per anni in un'ansa riparata, si decompongono e finiscono per offrire un substrato in cui la vegetazione mette radici, fino a formare una massa stabile di detriti intrecciati e piante. Un livello d'acqua più alto del solito può poi sollevare il materiale incastrato lungo la riva e liberarlo.
Bob Gammer, che cura le relazioni con la comunità per BC Hydro, ha spiegato alla CBC che il bacino non arrivava a pieno invaso da 14 anni e che gli sfioratoi della diga sono stati aperti a giugno e luglio per smaltire l'acqua di un inverno molto nevoso e di un'estate piovosa, una condizione che incide sulla capacità di regolazione degli invasi idroelettrici. Il bacino di Williston copre circa 1.773 km² a pieno invaso, il che rende impraticabile una sorveglianza sistematica dall'acqua, e il monitoraggio si appoggia alle segnalazioni del pubblico e alle immagini dal satellite.
Cosa resta senza risposta
La sparizione di metà agosto dipende in buona parte dai tempi di lavorazione dei dati. Le immagini satellitari non sono disponibili in tempo reale e possono diventare analizzabili giorni o settimane dopo l'acquisizione, come avverte lo stesso comunicato. Per questo l'isola risultava introvabile mentre stava già derivando verso nordovest, e la conferma della nuova posizione è arrivata due settimane dopo lo scatto che la mostrava.
Il punto preciso della costa da cui la massa si è staccata non è confermato, e con esso la dinamica esatta della formazione. Il fenomeno in sé è documentato in altri grandi invasi, ma su questo caso non è stato pubblicato alcuno studio scientifico, anche se Gammer riferisce interesse da parte di geologi ed ecologi. L'unica ricostruzione disponibile resta quella della società che gestisce il bacino, basata su immagini e segnalazioni.
BC Hydro chiede di non salire sull'isola, perché è fatta di tronchi e detriti legnosi in decomposizione e per questo instabile, mentre avvicinarsi in barca o con un drone per fotografarla resta consentito. Al 9 settembre 2026 non risultano aggiornamenti successivi al comunicato del 2 settembre, e la società dichiara di proseguire il monitoraggio per capire come l'isola si sia formata e come sia arrivata fino all'Ospika Arm.