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Il Senato approva la delega sul nucleare: entro 12 mesi i decreti attuativi
Il Senato approva la delega sul nucleare: entro 12 mesi i decreti attuativi
Il Senato ha approvato in via definitiva la delega sul nucleare con 81 voti a favore. Ora il governo ha 12 mesi per i decreti attuativi.
Il Senato ha approvato in via definitiva, nel pomeriggio di mercoledì 23 settembre, il disegno di legge delega sul nucleare sostenibile. L'aula di Palazzo Madama ha votato con 81 voti favorevoli, 51 contrari e 7 astenuti, che chiude l'iter parlamentare dopo il via libera della Camera del 4 giugno con 155 voti a favore, 86 contrari e 8 astenuti. Il testo affida al governo il compito di scrivere le norme attuative entro dodici mesi dall'entrata in vigore della legge.
Il provvedimento non autorizza da subito la costruzione di nuove centrali. Delega l'esecutivo a disciplinare con uno o più decreti legislativi la ricerca, la sperimentazione, la costruzione e l'esercizio degli impianti, oltre alla gestione del combustibile esaurito e alla sicurezza. Il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha parlato di prime centrali operative nel 2033-2034. Alle 18 di mercoledì la legge risultava approvata dal Parlamento ma non ancora pubblicata in Gazzetta Ufficiale, passaggio necessario perché entri in vigore.
Cosa prevede la delega
Il testo, incardinato dal senatore Rosso su mandato dell'ottava commissione del 22 luglio, definisce i campi in cui il governo dovrà intervenire: costruzione ed esercizio delle centrali, produzione di idrogeno da fonte nucleare, gestione delle scorie, istituzione degli organi di controllo. La delega guarda anche alle tecnologie di nuova generazione, in particolare ai piccoli reattori modulari (SMR), e alla fusione, con un programma nazionale dedicato allo sviluppo del settore. Il ritorno alla produzione nucleare civile arriva quasi quarant'anni dopo la chiusura delle centrali italiane decisa con il referendum del 1987.
Uno dei nodi tecnici riguarda il passaporto delle licenze. I decreti dovranno stabilire se e in che misura l'Isin, l'Ispettorato per la sicurezza nucleare, potrà validare in modo accelerato le certificazioni tecniche già rilasciate da autorità estere, condizione che secondo gli osservatori del settore incide sui costi di capitale degli SMR, riporta Il Sole 24 Ore. A metà settembre il Senato aveva già respinto, con 89 voti contrari e 52 favorevoli, le questioni pregiudiziali di costituzionalità sollevate da M5s, Alleanza Verdi e Sinistra e Pd.
Il voto ha diviso nettamente maggioranza e opposizione. Il leader di Azione Carlo Calenda ha parlato di un sì convinto, mentre Alleanza Verdi e Sinistra ha definito il provvedimento una gigantesca distrazione di massa, secondo quanto riportato dall'Ansa. La premier Giorgia Meloni ha scritto sui social che dopo quasi quarant'anni l'Italia torna ad avere un quadro di regole per produrre energia nucleare, e ha sottolineato che oggi il paese importa elettricità dalle centrali nucleari di nazioni vicine senza poterla produrre.
Cosa cambia ora
Il conto alla rovescia dei dodici mesi parte dalla pubblicazione della legge in Gazzetta Ufficiale, non ancora avvenuta al momento della votazione. Il Mase, il ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, ha fatto sapere che punta a varare i decreti attuativi entro la fine del 2026, un obiettivo che diversi analisti del settore definiscono ambizioso vista la complessità tecnica dei testi, riferisce Adnkronos.
Restano aperti due passaggi che condizionano i tempi reali del ritorno del nucleare in Italia. Il primo è l'individuazione dei siti per i nuovi impianti, materia su cui il paese non ha ancora una procedura consolidata. Il secondo è la gestione delle scorie radioattive, un dossier rimasto fermo per anni sul fronte del deposito nazionale. Gli SMR restano inoltre una tecnologia sperimentale, con pochi impianti operativi nel mondo, come spiega l'approfondimento di Energy CuE sui piccoli reattori modulari.
Domande frequenti
La legge sul nucleare è già in vigore?
No. Il Senato l'ha approvata in via definitiva il 23 settembre 2026, ma il testo deve ancora essere promulgato e pubblicato in Gazzetta Ufficiale prima di entrare in vigore.
Quando si potranno costruire nuove centrali nucleari in Italia?
La legge non autorizza direttamente nuovi impianti. Il governo dovrà prima scrivere i decreti attuativi entro dodici mesi, e il ministro Pichetto ha indicato il 2033-2034 come orizzonte per le prime centrali operative.
Che tipo di reattori prevede la delega?
Il testo guarda soprattutto ai piccoli reattori modulari (SMR) e alla fusione nucleare, oltre a un programma nazionale dedicato allo sviluppo del settore.