Frigorifero fai da te a fuoco e sale antighiaccio: primi test a 5 °C

Un maker inglese ha raffreddato a 5 °C con fuoco, acqua sotto vuoto e cloruro di calcio. Prototipo amatoriale, servono pompe elettriche.

20 ottobre 2026 17:07
Frigorifero fai da te a fuoco e sale antighiaccio: primi test a 5 °C - Greenhill Forge
Greenhill Forge
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Un refrigeratore costruito in officina da Greenhill Forge, laboratorio di fabbro e maker che lavora in una piccola azienda agricola della campagna inglese, ha portato la sua parte fredda a circa 5 °C con l’aria intorno a 16 °C. L’energia che manda avanti il ciclo arriva da un fuoco a legna, e il progetto è documentato in un video pubblicato su YouTube il 10 ottobre 2026 dallo stesso costruttore.

È un prototipo amatoriale e i dati sulle prestazioni vengono solo da chi l’ha costruito, senza misure indipendenti. Il sistema non fa a meno della corrente. Pompe, ventole e scheda di controllo sono elettriche, mentre il fuoco prende il posto del compressore, il componente elettrico che nei frigoriferi domestici muove il ciclo di raffreddamento.

Acqua sotto vuoto e sale antighiaccio al posto del compressore

La macchina sfrutta la refrigerazione ad assorbimento, un principio termodinamico noto da oltre un secolo in cui una sostanza assorbente cattura il vapore del refrigerante e il calore lo libera di nuovo. Qui il refrigerante è acqua distillata e l’assorbente è il cloruro di calcio, lo stesso sale sparso sulle strade d’inverno. Il fuoco scalda la soluzione salina in un serbatoio detto generatore, il vapore d’acqua si separa, sale verso un condensatore e torna liquido.

L’acqua entra poi da una valvola regolabile in un evaporatore tenuto a circa 6 millibar, secondo i valori indicati nel video. A quella pressione l’acqua bolle intorno a 0 °C e, mentre evapora, sottrae calore all’ambiente da raffreddare. Il vapore accumulato farebbe risalire la pressione e fermerebbe il processo, così nella camera accanto una doccia di soluzione salina concentrata lo assorbe. Una pompa riporta la soluzione ormai diluita al generatore, dove il fuoco la riconcentra e il ciclo ricomincia.

La struttura è in lamiera e tubo di acciaio inox saldati, con le giunzioni più piccole brasate all’argento. Prima del riempimento l’impianto è stato provato contro le perdite e svuotato con una pompa a vuoto, perché anche una piccola infiltrazione d’aria basta a bloccare l’evaporazione a bassa pressione. Un controllore basato su Arduino legge temperature e pressioni, regola la velocità delle pompe e fa scattare gli allarmi.

Cosa manca per usarlo come frigorifero lontano dalla rete

I 5 °C arrivano dai primi test e con un ambiente fresco. Nei resoconti disponibili non compaiono dati sul volume raffreddato, sulla durata delle prove, sul consumo di legna o sul rendimento del ciclo, e non ci sono misure con temperature esterne estive. Hackaday, che ha rilanciato il progetto il 18 ottobre, nota che la temperatura raggiunta non basta ancora per un frigorifero vero e proprio.

Sul fronte elettrico, Interesting Engineering riporta dal video un assorbimento di 30-50 W per le sole pompe, a cui si aggiungono ventole e sensori. Nei resoconti del progetto è indicato come un carico alla portata di un piccolo impianto fotovoltaico con batteria, e l’uso immaginato riguarda officine isolate, rifugi e case dove la legna si trova più facilmente di una fornitura elettrica affidabile. Le note tecniche del progetto, con disegni e misure, sono in vendita sul sito di Greenhill Forge.

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