Caro carburanti

Riserve di petrolio: 42,6 milioni di barili sul mercato entro gennaio

Quasi metà è gasolio. L'impegno accelera l'ultima tranche decisa da AIE e G7.

31 ottobre 2026 08:00
Riserve di petrolio: 42,6 milioni di barili sul mercato entro gennaio - Canva
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Dodici Paesi dell'Unione europea, tra cui Italia, Francia e Germania, si sono impegnati giovedì 29 ottobre a immettere sul mercato 42,6 milioni di barili di greggio e prodotti raffinati presi dalle proprie scorte di emergenza, con scadenza a fine gennaio 2027. Di questi, 20,5 milioni saranno gasolio, poco meno della metà. L'impegno è contenuto in una dichiarazione congiunta resa nota a Lussemburgo durante il Consiglio Energia, la riunione dei ministri dell'energia dei Ventisette.

La misura accelera in gran parte barili già promessi. La dichiarazione si inserisce nell'azione collettiva lanciata l'11 marzo dall'Agenzia internazionale per l'energia (AIE), che prevedeva 400 milioni di barili, e segue l'accordo del G7 del 2 ottobre che ha dato quattro mesi per completare l'ultima tranche da circa 100 milioni. Il commissario europeo all'Energia Dan Jørgensen l'ha presentata come la conferma di un rilascio accelerato nei prossimi mesi.

Da dove escono i barili e perché metà è gasolio

Le scorte di emergenza esistono per obbligo di legge. La direttiva 2009/119/CE, su cui poggia il sistema delle scorte petrolifere di emergenza in Europa, impone a ogni Stato membro di tenere riserve pari ad almeno 90 giorni di importazioni nette o 61 giorni di consumo interno, a seconda di quale valore sia più alto. Una parte è detenuta da organismi pubblici, un'altra dalle compagnie petrolifere su obbligo dello Stato, e ogni governo decide come e quando liberarla. L'Italia, a marzo, ha disposto con un decreto del ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica (MASE) una riduzione temporanea delle scorte di sicurezza pari a 9,966 milioni di barili, in vigore dal 1° aprile al 30 giugno.

Il peso del gasolio dipende dal fatto che le tensioni, visibili nell'andamento del prezzo del gasolio sui mercati, si concentrano sui prodotti raffinati. L'AIE indica come cause principali la crisi dello stretto di Hormuz e gli attacchi ucraini alle raffinerie russe. Nella dichiarazione del 7 ottobre l'agenzia ha chiesto ai governi membri di completare i rilasci il prima possibile dando la precedenza al gasolio, e ha ricordato che dispongono ancora di circa 1,1 miliardi di barili di scorte pubbliche, di cui oltre 200 milioni di gasolio. Al 15 ottobre, secondo l'AIE, i barili già immessi sul mercato erano circa 330 milioni.

Per un ordine di grandezza, Reuters ha calcolato su dati Eurostat aggiornati a maggio 2025 che 50 milioni di barili di gasolio corrispondono a circa il 17% delle scorte di emergenza di gasolio dell'Ue e al 3% del consumo annuo. In proporzione, i 20,5 milioni della dichiarazione valgono circa il 7% delle scorte europee di gasolio e poco più dell'1% del consumo di un anno.

cosa succede fino a gennaio e cosa non è ancora chiaro

La scadenza di fine gennaio rientra nella finestra di quattro mesi fissata dal G7, che chiedeva anche di anticipare una quota consistente di gasolio nei primi 20 giorni. I firmatari chiedono alla Commissione europea di seguire l'attuazione tramite il Gruppo di coordinamento per il petrolio, l'organo consultivo che riunisce Bruxelles e gli Stati membri, e prevedono di fare il punto al Consiglio Energia di dicembre. Il G7 ha inoltre chiesto all'AIE raccomandazioni sulle risposte future, compreso il modo di ricostituire le scorte una volta prelevate.

Le quote dei singoli Paesi non sono state pubblicate e, all'ultimo aggiornamento di questo articolo (30 ottobre 2026, ore 17), il MASE non aveva comunicato il contributo italiano a questa tranche. Anche la composizione del gruppo è riportata in modo diverso. Undici Paesi compaiono in tutte le ricostruzioni (Germania, Francia, Italia, Grecia, Danimarca, Belgio, Lussemburgo, Portogallo, Lettonia, Svezia e Paesi Bassi), mentre la Lituania risulta firmataria per Agence Europe e per l'AFP e, secondo il Post, ha sostenuto l'iniziativa senza sottoscrivere il testo. Il testo integrale della dichiarazione non risulta ancora disponibile sui siti istituzionali.

Domande frequenti

Il rilascio delle riserve farà scendere il prezzo del gasolio alla pompa?

Né la Commissione europea né l'AIE hanno pubblicato stime sull'effetto ai distributori. L'obiettivo dichiarato è stabilizzare l'offerta in vista dell'inverno. Il gasolio previsto vale poco più dell'1% del consumo annuo europeo, quindi agisce sulle tensioni di breve periodo, mentre il prezzo finale dipende anche da capacità di raffinazione, cambio e accise.

Chi gestisce le scorte petrolifere di emergenza in Italia?

Le scorte sono in parte detenute dall'OCSIT, l'Organismo centrale di stoccaggio italiano che fa capo ad Acquirente Unico ed è vigilato dal MASE, e in parte dalle compagnie petrolifere su obbligo di legge. Le riduzioni temporanee vengono decise con decreto ministeriale, come accaduto a marzo per quasi 10 milioni di barili.

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