Mancano 85 secondi a mezzanotte: l’Orogologio dell’Apocalisse è stato aggiornato
Il Doomsday Clock (Orologio dell’Apocalisse) 2026 è stato aggiornato a 85 secondi da mezzanotte, il livello più vicino alla cosiddetta “fine dell’umanità” dalla sua introduzione nel 1947, secondo la valutazione annuale del Bulletin of the Atomic Scientists su rischi globali come armi nucleari, cambiamento climatico e tecnologie irrompenti.
Origine e significato del Doomsday Clock
Il Doomsday Clock è una metafora visiva introdotta nel 1947 da scienziati che avevano contribuito allo sviluppo delle prime armi nucleari nel progetto Manhattan. Questo cronometro simbolico è gestito dal Bulletin of the Atomic Scientists e serve a rappresentare in termini di “tempo alla catastrofe” l’attuale livello di rischio esistenziale per l’umanità. La posizione delle lancette non indica una profezia su quando potrebbe avvenire un evento apocalittico, ma riflette l’analisi di esperti su fattori come armi nucleari, cambiamenti climatici, tecnologia e dinamiche geopolitiche che possono aumentare o diminuire questi rischi.
Ogni anno, il Science and Security Board del Bulletin valuta due domande: se l’umanità è più sicura o più a rischio rispetto all’anno precedente, e come questa valutazione si confronta con la storia del Clock. Le risposte a queste domande determinano lo spostamento delle lancette. Il Doomsday Clock è aggiornato con una conferenza stampa e un comunicato ufficiale che spiegano le motivazioni dietro ogni cambiamento.
Situazione attuale: 85 secondi alla mezzanotte
Il 27 gennaio 2026 il Doomsday Clock è stato collocato a 85 secondi dalla mezzanotte, avvicinandosi di quattro secondi rispetto al 2025. Questo rappresenta la posizione più prossima alla mezzanotte dall’istituzione del cronometro simbolico. Secondo il Bulletino, tale aggiustamento riflette una combinazione di fattori percepiti come crescenti minacce globali.
Tra i rischi considerati vi sono le tensioni legate alle armi nucleari, con trattati di controllo ridotti o compromessi, conflitti in corso che coinvolgono potenze nucleari e un aumento delle tecnologie potenzialmente disruptive. Altri elementi citati includono il cambiamento climatico, questioni di biosecurity e l’uso emergente dell’intelligenza artificiale applicata a sistemi critici come quelli militari.
Motivazioni del Board e critica alla leadership globale
Nel comunicato ufficiale, il Bulletin ha attribuito la posizione attuale del Doomsday Clock a quella che ha definito una “mancanza di leadership” a livello internazionale. Secondo il Science and Security Board, la cooperazione tra nazioni chiave – in particolare Stati Uniti, Russia e Cina – è diminuita, mentre aumentano rivalità, nazionalismo e competizione geopolitica. Tali dinamiche sono ritenute indicatori di un progresso verso scenari di rischio elevato piuttosto che di mitigazione di tali rischi.
La presidente e CEO del Bulletin, Alexandra Bell, ha sottolineato come i rischi catastrofici siano in aumento e come la cooperazione internazionale sia necessaria per affrontarli. Secondo la dichiarazione ufficiale, azioni politiche concrete e dialogo multilaterale sono ritenuti essenziali per spostare indietro le lancette del Doomsday Clock.
Natura simbolica del Doomsday Clock
Il Doomsday Clock non fornisce una previsione specifica, né un conto alla rovescia reale verso la fine del pianeta. La sua funzione è quella di offrire un’indicazione comparativa di rischio e di stimolare discussioni informate su come affrontare le principali minacce globali. A differenza di previsioni millenariste o curve apocalittiche, il Clock si basa su valutazioni scientifiche e analisi di esperti nei campi della sicurezza, della fisica, delle scienze ambientali e delle politiche pubbliche.
Nel corso degli anni, le lancette del Doomsday Clock si sono spostate più volte. Alcuni anni le minacce percepite sono diminuite, portando le lancette indietro, mentre in altri periodi tali rischi sono aumentati, spingendo le lancette verso mezzanotte. Il valore di 85 secondi è attualmente il più vicino alla mezzanotte mai registrato, superando i livelli degli anni precedenti.
Principali fattori di rischio considerati nel 2026
Le motivazioni indicate dal Bulletin per il posizionamento del Doomsday Clock riflettono una molteplicità di preoccupazioni:
- Rischi nucleari: difficoltà nei trattati di controllo degli armamenti e presenza di conflitti che coinvolgono stati dotati di arsenali nucleari;
- Cambiamento climatico: progressi insufficienti nella riduzione delle emissioni globali di gas serra;
- Tecnologie disruptive: sviluppo e implementazione di intelligenza artificiale e biotecnologie senza quadri normativi consolidati;
- Competizione geopolitica: aumento delle tensioni tra paesi con interessi strategici divergenti.
La combinazione di questi elementi ha portato il Board a ritenere che i rischi esistenziali siano attualmente percepiti come elevati.
Origini storiche del Doomsday Clock
Il Bulletin of the Atomic Scientists è stato fondato da scienziati dell’Università di Chicago che avevano partecipato al Manhattan Project. L’idea di utilizzare un orologio simbolico per rappresentare la vicinanza dell’umanità a un evento catastrofico fu proposta da Martyl Langsdorf, artista e moglie di uno dei fisici coinvolti nel progetto, come mezzo per comunicare visivamente il rischio legato alle armi nucleari. Da allora, il Doomsday Clock è divenuto uno strumento di comunicazione riconosciuto a livello internazionale per sensibilizzare opinione pubblica e decisori politici sulle minacce globali emergenti.
Azioni suggerite dal Bulletin per ridurre i rischi globali
Pur rappresentando una valutazione di rischio, il posizionamento del Doomsday Clock comporta anche indicazioni sulle misure che, secondo il Bulletin, potrebbero contribuire a spostare le lancette lontano dalla mezzanotte. Tra le azioni suggerite figurano:
- Ripristino del dialogo sul controllo degli armamenti tra Stati Uniti, Russia e altre potenze nucleari;
- Accordi multilaterali e regolamentazioni per affrontare la creazione di forme di vita sintetiche e ridurre i rischi associati all’intelligenza artificiale;
- Incentivi alle energie rinnovabili e riduzione dell’uso dei combustibili fossili per mitigare gli effetti del cambiamento climatico;
- Dialogo internazionale su linee guida per l’uso dell’intelligenza artificiale nei sistemi militari e di comando nucleare.
Queste misure sono presentate come esempi di possibili strategie per affrontare le principali minacce identificate dagli esperti.
Ruolo del Bulletin of the Atomic Scientists nella valutazione dei pericoli
Il Bulletin è composto da un gruppo di scienziati, ricercatori e specialisti in sicurezza che si occupano di analizzare rischi globali e formulare indicazioni informate per i responsabili delle politiche pubbliche. La sua missione si concentra sull’uso della scienza per migliorare la sicurezza internazionale e promuovere un dialogo costruttivo sulle principali minacce esistenziali. Il Doomsday Clock rappresenta uno degli strumenti principali attraverso cui il Bulletin comunica i risultati delle sue valutazioni.
Interpretazione a lungo termine del Doomsday Clock
La valutazione annuale del Doomsday Clock fornisce una prospettiva sul modo in cui la comunità scientifica percepisce le tendenze globali di rischio. Il dato attuale di 85 secondi alla mezzanotte riflette una visione dei rischi contemporanei vista come particolarmente elevata, pur rimanendo una misura simbolica. La sua lettura nel corso degli anni offre elementi per analizzare l’evoluzione dei principali fattori che minacciano la stabilità globale e può servire da riferimento per confrontare progressi o regressi nella gestione di tali rischi.
Implicazioni delle valutazioni del Doomsday Clock
La posizione delle lancette del Doomsday Clock nel 2026 indica una particolare attenzione della comunità scientifica verso rischi interconnessi. L’analisi combinata di minacce nucleari, climatiche e tecnologiche suggerisce la complessità delle sfide attuali. Comprendere questi elementi aiuta a identificare ambiti in cui politiche pubbliche, cooperazione internazionale e ricerca scientifica possono contribuire a gestire rischi sistemici e a promuovere azioni volte a ridurre la probabilità di scenari catastrofici, favorendo una visione di lungo periodo sulle dinamiche di sicurezza globale.
