Un nuovo liquido per lo stoccaggio di energia termica

Il liquido formato da norbornadiene potrebbe rappresentare il non plus ultra in materia di stoccaggio, e ce lo mostra una ricerca dalla Chalmers University of Technology, Göteborg, Svezia.Definito dai...

13 novembre 2018 02:33
Un nuovo liquido per lo stoccaggio di energia termica - phys.org
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Il liquido formato da norbornadiene potrebbe rappresentare il non plus ultra in materia di stoccaggio, e ce lo mostra una ricerca dalla Chalmers University of Technology, Göteborg, Svezia.

Definito dai più come carburante solare termico, il liquido norbornadiene, composto prevalentemente da carbonio, azoto ed idrogeno, è paragonabile ad una batteria. La differenza sostanziale è che, al posto dell'elettricità, viene assorbita energia solare (radiazione) e ricavato calore a media/alta temperatura.

Il norbornadiene, infatti, ha un comportamento singolare quando colpito da raggi solari. I legami tra gli atomi si eccitano e passano ad una conformazione a più elevato livello energetico, anche nel caso il liquido ritorni a temperatura ambiente.

Se inserito in un circuito, quindi, il liquido può produrre calore.

Il norbornadiene potrebbe essere parte integrante di un impianto di riscaldamento così funzionante: a contatto con la radiazione solare il liquido passa al livello energetico superiore, viene stoccato in un accumulo termico; quando serve, infine, viene fatto passare attraverso un catalizzatore. In questa fase le molecole tornano allo stadio iniziale rilasciando energia sotto forma di calore. E allora basta mettere uno scambiatore di calore tra il liquido in questione e normale acqua che, alla temperatura di circa 65 °C, potrà riscaldare le nostre case o darci acqua calda sanitaria.

I risultati al momento sono molto positivi. Il ciclo appena descritto è stato ripetuto 125 volte e il team di ricerca sta cercando di puntare ad ottimizzare ulteriormente il processo. Una miglioria sarà quella di alzare la temperatura fino a circa 100 °C o 110 °C.

Per ora i materiali ed il processo sono ancora abbastanza costosi. Ma nel giro di otto o dieci anni i ricercatori promettono di portare la tecnologia sul mercato ad un costo accettabile.

Vedremo come andrà a finire.

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