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Shell cede a TotalEnergies 0,5 GW di rinnovabili: coinvolta anche l'Italia
Shell cede a TotalEnergies 0,5 GW di rinnovabili: coinvolta anche l'Italia
Accordo impianti rinnovabili per 0,5 GW, con asset in Italia, mentre il paese recepisce la RED III e punta al 39,4% entro il 2030.
Shell ha firmato con TotalEnergies un accordo di compravendita per il proprio portafoglio europeo di rinnovabili onshore. L'operazione riguarda circa 0,5 GW di capacità tra impianti in esercizio e progetti in costruzione, distribuiti tra Italia, Paesi Bassi, Spagna e Regno Unito. La quota maggiore degli asset operativi si trova in Italia e nei Paesi Bassi.
Al pacchetto si aggiunge una pipeline di sviluppo da 3,5 GW tra solare, eolico e accumuli a batteria, attiva in Italia, Regno Unito e Spagna. Il perfezionamento resta subordinato alle autorizzazioni regolatorie e le due società prevedono la chiusura entro la fine del 2026. L'operazione si aggiunge a una serie di acquisizioni realizzate da TotalEnergies negli ultimi anni nel comparto della generazione rinnovabile europea, con cui il gruppo francese ha ampliato in modo progressivo la propria base di impianti solari ed eolici in più paesi del continente.
Dove si trovano gli impianti
In Italia gli impianti coinvolti si trovano in Puglia, Piemonte e Veneto. Il primo parco solare Shell nel paese, a Taranto, è entrato in funzione nel maggio 2024 con circa 20 MW di potenza. A Cumiana, in provincia di Torino, l'impianto ha iniziato l'esercizio nel maggio 2025. In provincia di Rovigo, i due progetti agrivoltaici di Canda e Loreo sono stati inaugurati ad aprile 2026. Con il trasferimento a TotalEnergies, la gestione di questi siti passerà al gruppo francese, che diventa così uno dei soggetti con maggiore esposizione diretta al mercato italiano delle rinnovabili tra i grandi operatori energetici europei.
La Puglia, in particolare, resta una delle regioni italiane con la maggiore concentrazione di impianti fotovoltaici di grande taglia, per condizioni di irraggiamento e disponibilità di superfici idonee, mentre il Veneto ospita un numero crescente di progetti agrivoltaici che abbinano produzione elettrica e attività agricola sullo stesso terreno.
Motivazioni dell'accordo
La cessione si inserisce in un riposizionamento strategico che Shell porta avanti da quando Wael Sawan ha assunto la guida dell'azienda tre anni fa. Il gruppo britannico ha ridotto l'esposizione diretta alla proprietà di impianti rinnovabili per concentrare capitale sulle attività con ritorni più elevati, tra cui il trading di energia elettrica e i progetti oil & gas. Per TotalEnergies, che negli ultimi anni ha ampliato in modo sistematico il proprio portafoglio rinnovabile europeo, l'acquisizione consolida la presenza in mercati dove il gruppo francese è già attivo con generazione solare ed eolica, gestione della flessibilità e vendita di energia ai clienti finali.
Il riposizionamento di Shell riguarda in particolare la proprietà diretta degli asset di generazione, mentre l'azienda mantiene un ruolo attivo nel trading e nella commercializzazione dell'energia elettrica su scala europea, un segmento che secondo la strategia annunciata dal gruppo genera ritorni più prevedibili rispetto alla costruzione e gestione di nuovi impianti.
Quadro normativo italiano
L'operazione arriva in un momento in cui il quadro normativo italiano sulle rinnovabili è stato appena aggiornato. Il decreto legislativo 9 gennaio 2026, n. 5, ha recepito la direttiva europea RED III, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 20 gennaio 2026 ed entrato in vigore il 4 febbraio. Il testo fissa il nuovo obiettivo nazionale al 39,4% di rinnovabili sui consumi finali lordi di energia entro il 2030, in aumento rispetto al 30% previsto dal PNIEC del 2020.
La direttiva introduce anche target settoriali: almeno il 40,1% di copertura da fonti rinnovabili nei consumi energetici degli edifici, un incremento medio annuo di almeno 1,6 punti percentuali nell'uso di rinnovabili nell'industria tra il 2026 e il 2030, e una quota del 29% nei trasporti. Il decreto stabilisce inoltre procedure semplificate per l'autorizzazione di alcuni impianti e criteri aggiornati per l'individuazione delle aree idonee, elementi che incidono direttamente sui tempi con cui i progetti in pipeline, compresi quelli oggetto della cessione a TotalEnergies, possono arrivare alla fase di cantiere.
Per raggiungere il target del 39,4% al 2030 servono nuova capacità installata, tempi di autorizzazione più rapidi per gli impianti e una base industriale di operatori disposti a investire sugli asset esistenti oltre che sui nuovi progetti. Le compravendite di portafogli come quella tra Shell e TotalEnergies rientrano in questa dinamica: spostano la proprietà degli impianti tra operatori con strategie diverse, senza modificare di per sé la capacità installata nel breve periodo, ma influenzano la velocità con cui la pipeline di progetti in sviluppo arriva a costruzione. Il pacchetto da 3,5 GW compreso nell'accordo, se convertito in impianti operativi nei prossimi anni, rappresenterebbe un contributo diretto agli obiettivi nazionali fissati dal decreto di recepimento della RED III.
Il settore delle rinnovabili in Italia resta attraversato da operazioni di consolidamento simili, con fondi infrastrutturali e utility internazionali che acquisiscono portafogli da sviluppatori più piccoli o da gruppi oil & gas in fase di revisione della propria strategia energetica.
Per un quadro più ampio sulle dinamiche del comparto, la sezione rinnovabili di energycue.it raccoglie gli aggiornamenti su normativa, investimenti e nuovi impianti nel paese.
Key takeaways
Shell cede a TotalEnergies circa 0,5 GW di impianti rinnovabili onshore in esercizio o in costruzione, con asset in Italia, Paesi Bassi, Spagna e Regno Unito.
In Italia sono coinvolti impianti in Puglia (Taranto), Piemonte (Cumiana) e Veneto (Canda e Loreo, in provincia di Rovigo).
All'accordo si affianca una pipeline di sviluppo da 3,5 GW tra solare, eolico e accumuli a batteria.
La chiusura dell'operazione è prevista entro fine 2026, subordinata alle autorizzazioni regolatorie.
Il decreto legislativo n. 5/2026 ha recepito la RED III e fissato al 39,4% l'obiettivo di rinnovabili sui consumi finali lordi al 2030, contro il 30% del PNIEC 2020.
Domande frequenti
Quanti impianti rinnovabili passano da Shell a TotalEnergies?
L'accordo riguarda circa 0,5 GW di capacità solare ed eolica operativa o in costruzione, a cui si aggiunge una pipeline di sviluppo da 3,5 GW tra solare, eolico e accumuli a batteria in Italia, Regno Unito e Spagna.
Quali impianti italiani sono coinvolti nella cessione?
Gli asset italiani si trovano in Puglia, con il parco solare di Taranto, in Piemonte, con l'impianto di Cumiana, e in Veneto, con i due progetti agrivoltaici di Canda e Loreo in provincia di Rovigo.
Quando si chiude l'operazione tra Shell e TotalEnergies?
Il perfezionamento è subordinato all'ottenimento delle autorizzazioni regolatorie necessarie. Le due società prevedono di chiudere la transazione entro la fine del 2026.
Che cos'è la direttiva RED III e cosa cambia per l'Italia?
La RED III è la direttiva europea sulla promozione delle energie rinnovabili, recepita in Italia con il decreto legislativo 9 gennaio 2026, n. 5. Il testo fissa il nuovo obiettivo nazionale al 39,4% di rinnovabili sui consumi finali lordi di energia entro il 2030, insieme a target specifici per edifici, industria e trasporti.
Perché Shell riduce la propria presenza diretta nelle rinnovabili europee?
La cessione fa parte di un riposizionamento avviato sotto la guida dell'amministratore delegato Wael Sawan, che negli ultimi tre anni ha spostato l'allocazione di capitale del gruppo verso il trading di energia elettrica e i progetti oil & gas a maggiore ritorno, riducendo la quota di proprietà diretta su impianti rinnovabili.