Sistema elettrico

Analisi agli elementi finiti di un motore a magneti permanenti

Articolo a cura di Vincenzo MALLEMACI

Motore sincrono a magneti permanenti

Il motore sincrono a magneti permanenti è un particolare tipo di motore elettrico AC che prevede:

  • magneti permanenti (in verde) montati sulla superficie del rotore (parte mobile della macchina, in blu)
  • avvolgimento trifase (in grigio) distribuito tra le cave dello statore (parte fissa della macchina, in rosso)
Vincenzo Mallemaci

L’avvolgimento crea un campo magnetico rotante. I magneti producono un loro campo che interagirà con quello di statore, con conseguente esplicazione di coppia meccanica. A regime di funzionamento, i due campi ruoteranno alla stessa velocità e per questo il motore è detto sincrono.

Definita una specifica logica di controllo, si può parlare a tutti gli effetti di motore brushless, macchina che oggi giorno sta trovando sempre più spazio nel settore industriale grazie alla sua elevata efficienza e facilità di regolazione.

Una volta che la macchina viene progettata, bisogna attuare la verifica delle sue prestazioni e delle sollecitazioni a cui è sottoposta prima che essa venga effettivamente prodotta in larga scala. Allora un valido strumento che può aiutare in ciò è l’analisi a elementi finiti, realizzata tramite software opportuni.  In generale, tramite questa tecnica di simulazione è possibile risolvere problemi anche molto complessi, in modo numerico e approssimato. L’analisi può essere di tipo magnetico, termico, meccanico…

Analisi agli elementi finiti

L’analisi magnetica permette di valutare, tra le altre cose:

  • la distribuzione di induzione nelle parti in ferro;
  • la coppia prodotta dal motore;
  • lo stato di smagnetizzazione dei magneti permanenti.

È anche possibile simulare la rotazione della macchina interfacciando il noto software MATLAB con quello di analisi agli elementi finiti. Scrivendo opportuni codici è possibile automatizzare le simulazioni.

Noti i dati di progetto della macchina, è possibile realizzare un modello bidimensionale sul software di simulazione per poi attuare l’analisi.

Vincenzo Mallemaci

Si può per esempio osservare quali parti della macchina risultano maggiormente sollecitate (col rischio di saturazione) e quali no. Valutazioni di questo tipo possono portare a pensare di modificare il progetto di partenza, con l’obiettivo di trovare un equilibrio tra le perdite nel ferro e il suo sfruttamento.

Vincenzo Mallemaci

Risulta molto interessante valutare anche la coppia che il motore eroga, al lordo o al netto delle perdite. La coppia dipende fortemente dalla corrente di alimentazione. Quest’ultima, per la teoria dell’elettrotecnica, si può rappresentare come un vettore che ruota nello spazio. A seconda di come esso sia orientato, il valore di coppia cambia. Per massimizzarlo è necessario orientare nel modo corretto il vettore corrente, attuando un opportuno controllo vettoriale, eseguibile tramite semplici istruzioni su MATLAB.

Un ultimo aspetto interessante è quello legato alla smagnetizzazione dei magneti. Nel normale funzionamento della macchina, il campo magnetico di statore si può orientare in modo concorde o discorde alla polarità dei magneti. Nel momento in cui si pone in modo discorde e il motore inizia a lavorare in sovraccarico, con correnti sempre più elevate, è possibile che qualche magnete subisca una smagnetizzazione. È possibile valutare questo fenomeno sempre attraverso un’analisi a elementi finiti, andando ad individuare per quale valore di corrente ciò avvenga.

Redazione

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