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Case elettriche: sono 3 volte più vulnerabili ai blackout invernali rispetto a quelle ibride

Le case completamente elettriche rischiano di più durante i blackout invernali rispetto a quelle con fonti energetiche miste.

Negli ultimi anni, sempre più famiglie hanno scelto di passare a case completamente elettriche, abbandonando le fonti energetiche tradizionali a favore di soluzioni più sostenibili. Secondo i dati, già oggi oltre un quarto delle abitazioni negli Stati Uniti è interamente alimentato dall’elettricità, mentre l’installazione di impianti solari è destinata a triplicare nei prossimi cinque anni. Ma questa transizione energetica, sebbene necessaria per ridurre le emissioni, presenta una criticità che pochi considerano: la vulnerabilità ai blackout invernali.

I cambiamenti climatici stanno rendendo sempre più frequenti fenomeni estremi che mettono sotto pressione le reti elettriche. Le ondate di calore estive e le tempeste invernali hanno già causato blackout diffusi, lasciando milioni di persone senza corrente. Un caso emblematico è stato quello del Texas nel 2021, quando una tempesta invernale ha provocato un’interruzione su larga scala, dimostrando quanto sia fragile l’infrastruttura elettrica in certe condizioni. Ma se durante l’estate i pannelli solari possono contribuire a ridurre la dipendenza dalla rete, in inverno il discorso cambia drasticamente.

Un team di ricerca guidato dal professor Philip Odonkor della Stevens Institute of Technology ha deciso di studiare il problema nel dettaglio. Utilizzando tecniche avanzate di intelligenza artificiale, il gruppo ha analizzato i consumi di 129.000 abitazioni in otto diversi stati americani, incrociando i dati con il database del Dipartimento dell’Energia (DOE).

Lo studio, pubblicato sul Journal of Smart Cities and Society, ha permesso di identificare quali case fossero interamente elettriche e quali utilizzassero una combinazione di fonti energetiche, facendo emergere differenze sostanziali nella loro capacità di resistere ai blackout.

Le case elettriche soffrono di più i blackout invernali

I risultati della ricerca sono stati chiari: le case completamente elettriche sono quasi tre volte più vulnerabili alle interruzioni di corrente in inverno rispetto a quelle ibride. Durante i mesi più freddi, infatti, la produzione di energia solare cala drasticamente, proprio mentre il fabbisogno energetico per il riscaldamento aumenta. Al contrario, le abitazioni che utilizzano ancora una combinazione di elettricità e gas si sono dimostrate più resilienti, riuscendo a mantenere una fonte di calore alternativa in caso di guasti alla rete.

Lo studio non si è limitato a identificare le abitazioni più a rischio, ma ha anche sviluppato un innovativo sistema di machine learning capace di prevedere la vulnerabilità di una casa analizzando i suoi consumi energetici. Questo metodo ha raggiunto un’accuratezza superiore al 95% e potrebbe rivoluzionare la gestione delle emergenze. Grazie a questa tecnologia, le autorità e i fornitori di energia potrebbero identificare in anticipo le abitazioni più esposte ai blackout, senza dover condurre indagini porta a porta.

Pannello solare (Pixabay foto) – www.energycue.it

Rischi e soluzioni

Ma le implicazioni di questa scoperta vanno oltre la semplice gestione delle emergenze. Secondo Odonkor, i risultati evidenziano la necessità di ripensare la progettazione delle città del futuro, evitando di creare interi quartieri completamente dipendenti dalla rete elettrica senza alternative in caso di guasti. Le amministrazioni dovranno investire in soluzioni di accumulo energetico, migliorare la resilienza della rete e sviluppare piani di emergenza mirati per proteggere le famiglie più vulnerabili.

Il passaggio alle case elettriche è inevitabile, ma la ricerca dimostra che non basta puntare sulla sostenibilità: serve anche garantire sicurezza e affidabilità, soprattutto nei mesi invernali, quando il rischio di blackout può trasformarsi in una vera emergenza.

Furio Lucchesi

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