Ambiente

Greta Thunberg spiega perché esclude Cina e India dai Paesi sotto accusa

Greta Thunberg è senza ombra di dubbio una delle persone più influenti, discusse e osservate del panorama mondiale. La ragazzina, responsabile del successo dei problemi legati al Climate Change, di certo non le manda a dire. Neanche quando si tratta di denunciare paesi, accusandoli di elevate emissioni inquinanti e di violazione dei diritti dei bambini durante il Climate Summit delle Nazioni Unite.

Le accuse sono pesanti e i Paesi coinvolti sono: Brasile, Argentina, Germania, Francia e Turchia. Ma non sono le accuse in sé che hanno scatenato l’ira dei cosiddetti haters di Greta Thunberg, quanto l’assenza nell’elenco di Cina e India, considerate due tra le nazioni più inquinanti al mondo. La replica della sedicenne non si è fatta attendere ed è arrivata tramite Twitter, scrivendo quanto segue:

Once again; this isn’t about just 5 nations. They were named since they are the highest emitters that have ratified the UN Convention of the Rights of the Child, on which the complaint is built. China, USA, Saudi Arabia, Russia etc haven’t.

Greta Thunberg tiene a sottolineare che le cinque nazioni suddette sono state nominate perché corrispondono ai Paesi che causano le maggiori emissioni tra gli Stati che hanno ratificato la Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia, cosa di cui non hanno colpa altri Paesi come Cina, USA, Arabia Saudita, Russia e molti altri.

Poco dopo, ha anche scritto qualcosa nei confronti dei suoi haters, che potete leggere qui di seguito:

Here we go again… As you may have noticed, the haters are as active as ever – going after me, my looks, my clothes, my behaviour and my differences. They come up with every thinkable lie and conspiracy theory.

It seems they will cross every possible line to avert the focus, since they are so desperate not to talk about the climate and ecological crisis. Being different is not an illness and the current, best available science is not opinions – it’s facts.

I honestly don’t understand why adults would choose to spend their time mocking and threatening teenagers and children for promoting science, when they could do something good instead. I guess they must simply feel so threatened by us.

Infine, le ultime parole le ha riservate a tutti gli altri “cittadini del mondo”, invitandoli a continuare con i #FridaysForFuture. Perché il mondo si sta svegliando e il cambiamento sta arrivando.

But don’t waste your time giving them any more attention. The world is waking up. Change is coming wether they like it or not. See you in the streets this Friday!

Angelo Falcone

Studente di Ingegneria Gestionale affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili.

Recent Posts

40 anni dal disastro di Chernobyl: cosa accadde davvero e cosa dice oggi la scienza sulla sicurezza nucleare

Ricostruzione dettagliata del disastro nucleare di Chernobyl del 26 aprile 1986: difetti del reattore RBMK,…

2 settimane ago

Meno auto, città più fresche: una ricerca ha quantificato il legame tra traffico e temperatura urbana

Uno studio dell'Università di Manchester pubblicato sul Journal of Advances in Modeling Earth Systems ha…

4 settimane ago

Sciami di microrobot contro le microplastiche: la scienza scende in campo ai Lincei

Ci sono particelle di plastica nelle acque dell'Artico, nel cibo che mangiamo, nell'aria che respiriamo…

1 mese ago

L’Italia mappa l’amianto dai satelliti: e-GEOS e il Mase avviano il primo censimento nazionale dall’orbita

Il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica ha affidato a un consorzio guidato da e-GEOS,…

1 mese ago

Vibrazioni molecolari come catapulte per elettroni: la scoperta che cambia la fisica del fotovoltaico organico

Un gruppo di ricercatori guidato dall'Università di Cambridge ha dimostrato che le vibrazioni molecolari ad…

2 mesi ago

Ghiacciai come macchine del tempo: cosa contengono le carote di ghiaccio che il riscaldamento sta cancellando per sempre

Una carota di ghiaccio estratta dal ghiacciaio Weißseespitze nelle Alpi Orientali, al confine tra Austria…

2 mesi ago