Addio alla plastica monouso: approvata la legge europea

Da pochi giorni è legge la direttiva europea Sup che stabilisce che potranno essere venduti prodotti monouso in plastica solo per esaurire le scorte. Eliminare la plastica è un passo fondamentale per...

06 luglio 2021 12:33
Addio alla plastica monouso: approvata la legge europea -
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Da pochi giorni è legge la direttiva europea Sup che stabilisce che potranno essere venduti prodotti monouso in plastica solo per esaurire le scorte. Eliminare la plastica è un passo fondamentale per combattere l’inquinamento dei mari e delle spiagge. Sono infatti i prodotti monouso abbandonati che causano la contaminazione dell’ecosistema e costituiscono un rischio per la salute umana e animale.

La direttiva contro la plastica

La direttiva europea 904/2019 è conosciuta come Sup, che sta per "Single use plastic products". Nel 2019 è stata approvata come strategia contro l’inquinamento che proviene dagli oggetti di plastica abbandonati nell’ambiente, soprattutto marino. Sono vietati i prodotti di plastica “usa e getta” in tutti i Paesi dell’UE. L’obiettivo di riduzione dei rifiuti di plastica è fissato al 50% entro il 2025 e all’80% entro il 2030. Secondo la direttiva, non saranno più venduti i prodotti di uso quotidiano a cui siamo abituati, tra cui piatti, posate, cannucce, contenitori, coperchi, bottiglie con capacità fino a 3 litri. Saranno consentite alternative più sostenibili oppure in plastica riciclata, non classificabile come “monouso”.

Addio alla plastica monouso: approvata la legge europea

Le linee guida

La Commissione Europea ha fornito alcune indicazioni per garantire l’applicazione della legge. Si fa riferimento ai prodotti usa e getta costituiti totalmente o parzialmente da plastica, tranne ai dispositivi di protezione individuali come mascherine e guanti monouso. Sono banditi tutti i prodotti realizzati con polimeri di sintesi di origine petrolchimica e le bioplastiche compostabili, perché non si conoscono i loro effetti sull’ambiente.

Sono esclusi anche piatti o bicchieri in carta o cartone rivestiti da film plastico e si introducono misure più severe per gli imballaggi. I produttori dovranno garantire le attività di raccolta e pulizia dei rifiuti al termine del ciclo di vita. Vi è l’obbligo di apporre un’ etichetta che informi sulla presenza di plastica in prodotti che non possono essere modificati nell’immediato, come salviette umidificate, filtri per sigarette e assorbenti igienici.

Addio alla plastica monouso: approvata la legge europea

Plastica: cosa cambia

Sono consentiti i polimeri di origine naturale, cioè fibre naturali come quelle da mais, canapa, cellulosa, riso. Per quanto riguarda gli imballaggi, non potranno più essere con plastica tradizionale ma solo con carta o plastica biodegradabile al 100%. Va ricordato però che il cambiamento è possibile anche con piccole azioni quotidiane. L’eliminazione di oggetti superflui o la sostituzione di prodotti di plastica con alternative sostenibili sono solo alcuni esempi. Soprattutto è necessario evitare di abbandonare i rifiuti nell’ambiente e ricorrere alla raccolta differenziata, per un corretto smaltimento e riciclo.

La situazione in Italia

L’Italia ha recepito la direttiva europea, ma il problema è che il nostro Paese è il primo produttore di plastica in Europa. L’applicazione della direttiva, almeno in Italia, sarà graduale. Ci sono diverse discordanze tra le leggi italiane e le direttive europee. La legge italiana ad esempio esclude dal bando tutte le plastiche usa e getta compostabile, una parte rilevante della produzione industriale nazionale. L’iter di recepimento della direttiva Sup è stato complesso soprattutto negli ultimi mesi.

Ciò che fa discutere è che secondo la norma europea vanno esclusi anche prodotti parzialmente ricoperti di plastica. Per questo l’Italia ha fatto pressione sull’Europa per evitare un bando dannoso e insensato. Altro punto delicato è l’esclusione delle bioplastiche compostabili. Legambiente non la ritiene corretta, ricordando la sostituzione delle buste di plastica tradizionali con quelle biodegradabili ha ridotto i sacchetti per l’asporto di merci di quasi il 60% in 10 anni.

I bidoni della spazzatura

Cosa fare in pratica?

La questione plastica è delicata e dibattuta. Vale sempre il principio delle 3 R: la riduzione, il riutilizzo e il riciclaggio sono la prima cosa a cui pensare. Su questo punto anche i singoli cittadini hanno un ruolo fondamentale. Ma ci sono diversi esempi in Europa anche da parte di aziende e istituzioni. Solo dopo si passa a considerare la biodegradazione e la sostituzione del monouso da fonti fossili a quello da fonti naturali. Per risolvere il problema plastica, secondo gli esperti, si deve intervenire a monte della filiera. Bisogna essere in grado di ridurre il consumo delle risorse, la produzione dei rifiuti e accelerare la transizione all’economia circolare.

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