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Perché due case identiche possono avere bollette energetiche molto diverse
Perché due case identiche possono avere bollette energetiche molto diverse
In Italia il 43,7% delle case certificate resta in classe F o G, più per l'isolamento che per l'impianto di riscaldamento.
A parità di metratura, età e impianto di riscaldamento, due abitazioni identiche possono avere bollette energetiche molto diverse. Il fattore che pesa di più su questa differenza è la qualità dell'isolamento termico dell'involucro, cioè pareti, tetto e infissi, più della scelta della caldaia o della pompa di calore installata.
Lo confermano i dati raccolti da ENEA e dal Comitato Termotecnico Italiano nel VI Rapporto Annuale sulla Certificazione Energetica degli Edifici, secondo cui nel 2024 il 43,7% degli attestati di prestazione energetica (APE) emessi in Italia rientrava ancora nelle classi F e G, le meno efficienti, mentre le classi più performanti, dalla A4 alla B, si fermavano intorno al 20% del totale.
Come si forma la classe energetica di una casa
La prestazione energetica di un edificio dipende dalla trasmittanza termica U dei suoi componenti, espressa in W/m²K, che indica quanta energia disperde un metro quadrato di parete, tetto o infisso per ogni grado di differenza tra interno ed esterno. Più il valore è basso, meno calore fugge verso l'esterno in inverno o entra in estate, e meno lavoro deve fare l'impianto per mantenere la temperatura desiderata.
Per ridurre questo valore si interviene con il cosiddetto cappotto termico, un sistema isolante applicato su pareti esterne, tetto e solai contro ambienti non riscaldati, come cantine o garage, secondo la definizione tecnica che ENEA usa nella propria scheda sull'isolamento degli edifici. L'intervento non cambia il tipo di impianto installato, ma riduce la quantità di calore che quell'impianto deve produrre per ottenere lo stesso comfort interno.
Cosa prevede la normativa europea sull'isolamento degli edifici
La direttiva europea sulla prestazione energetica nell'edilizia, pubblicata l'8 maggio 2024 sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea, indica l'isolamento dell'involucro come intervento prioritario quando gli Stati membri ristrutturano il patrimonio edilizio esistente. Il testo fissa inoltre che i nuovi edifici pubblici raggiungano emissioni zero dal 2028 e che lo stesso obbligo si estenda a tutti i nuovi edifici dal 2030.
Per gli edifici residenziali già esistenti la direttiva lascia ai singoli Stati membri il compito di fissare la propria traiettoria di riduzione dei consumi, da inserire in piani nazionali con obiettivi al 2030, al 2040 e al 2050 su tasso di ristrutturazione, consumo di energia primaria e riduzione delle emissioni operative. L'Italia, come gli altri Paesi dell'Unione, deve recepire il testo entro il 2026.
Quali interventi spostano davvero la classe energetica
Il cappotto termico agisce sulla superficie più estesa dell'edificio, cioè pareti e copertura, e per questo è l'intervento che l'ENEA colloca al centro delle ristrutturazioni orientate all'efficienza. La sostituzione degli infissi resta utile, in particolare nelle case costruite prima della legge 10 del 1991, che secondo il rapporto ENEA-CTI rappresentano ancora circa il 76% del patrimonio certificato, ma da sola incide su una porzione più limitata dell'involucro rispetto a pareti e tetto.
Sostituire solo la caldaia o installare una pompa di calore senza intervenire sull'involucro riduce i consumi legati al rendimento dell'impianto, ma lascia invariato il fabbisogno termico dell'edificio, cioè la quantità di calore che si disperde comunque attraverso pareti e tetto non isolati. È questo il motivo per cui due case identiche, con impianti diversi ma involucro nelle stesse condizioni, restano vicine come consumi, mentre due case con lo stesso impianto e isolamento diverso possono avere bollette molto distanti.
Domande frequenti
Cos'è la trasmittanza termica U?
È il valore, espresso in W/m²K, che misura quanta energia attraversa un metro quadrato di parete, tetto o infisso per ogni grado di differenza tra temperatura interna ed esterna. Più è basso, migliore è l'isolamento e minore la dispersione di calore verso l'esterno.
Il cappotto termico serve solo d'inverno?
No. Oltre a trattenere il calore in inverno, un involucro ben isolato rallenta l'ingresso di calore in estate, riducendo il carico sugli impianti di raffrescamento. L'effetto dipende anche dalla massa e dallo sfasamento termico dei materiali usati.
Quali sono le classi energetiche degli edifici in Italia?
Vanno da A4, la più efficiente, a G, la meno efficiente, in base all'indice di prestazione energetica riportato nell'Attestato di Prestazione Energetica (APE). La classe considera involucro, impianti e fonti energetiche utilizzate.