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Cop29: l’Italia protagonista nell’ampliamento di una centrale nucleare in Romania

Ansaldo Nucleare si impegna nell’ampliamento della centrale di Cernavoda per rafforzare la produzione in Romania.

Durante la COP29 a Baku, Ansaldo Nucleare ha colto un’opportunità strategica e ha siglato un contratto fondamentale per l’ampliamento della centrale nucleare di Cernavoda, in Romania.

Questo progetto, che vedrà la partecipazione di un consorzio internazionale, rappresenta un’opportunità per incrementare il ruolo dell’Italia nel settore nucleare.

Questo perché sarà possibile dimostrare la capacità di competere in contesti globali e di contribuire alla sicurezza energetica dell’Europa orientale.

Oltre a ciò, questa firma non è soltanto un successo commerciale, bensì rappresenta anche un importante passo in avanti nella collaborazione tra Italia e Romania in ambito energetico.

Un progetto strategico per l’energia rumena

Dalla conferenza del COP29 emerge che Ansaldo Nucleare si occuperà della prima fase di espansione della centrale di Cernavoda. Si tratterebbe di un impianto situato strategicamente lungo il Danubio, a circa 60 chilometri dalla città portuale di Costanza. La centrale è attualmente l’unico luogo in Romania che utilizza la tecnologia CANDU (Canadian Deuterium Uranium). Quest’ultima si basa su reattori ad acqua pesante pressurizzata e uranio naturale. Il progetto prevede la costruzione delle unità 3 e 4, che si aggiungeranno alle unità 1 e 2 già in azione. Per l’appunto, le prime due unità – progettate con il contributo di Ansaldo Nucleare – sono entrate in funzione rispettivamente nel 1996 e nel 2007. Esse hanno assicurato circa il 20% del consumo energetico nazionale.

L’aggiunta delle ultime due unità permetterà, di conseguenza, un incremento della dipendenza della Romania dall’energia nucleare. Questo perché la capacità produttiva della centrale aumenterà addirittura del doppio. Un tale sviluppo è particolarmente significativo in un contesto in cui il tema sul futuro del nucleare è sotto l’attenzione di tutta l’Europa. Ciononostante, la Romania ha scelto di puntare su questa fonte, dato che la considera una risorsa strategica per la propria sicurezza energetica. Infine, è importante specificare che il progetto vede la collaborazione, oltre di Ansaldo Nucleare, anche di aziende come Candu Energy Inc., Fluor Corporation e Sargent & Lundy. Ciò rende ancora più evidente il rafforzamento del rapporto internazionale e la sua rilevanza economica e tecnologica.

Centrale nucleare in Romania (Ansaldo Nucleare FOTO) – www.energycue.it

Il ruolo importante dell’Italia

In tutto ciò, il coinvolgimento di Ansaldo Nucleare nel progetto di Cernavoda fa parte di un’ampia strategia di collaborazione tra Italia e Romania. Infatti, a inizio 2023, SACE, SN Nuclearelectrica S.A. e Ansaldo Nucleare hanno firmato un protocollo d’intesa che prevede un finanziamento da 2 miliardi di euro per sostenere il programma nucleare rumeno. Un tale accordo dimostra ancora una volta come il sistema industriale italiano possa ricoprire un ruolo di primo piano in progetti di rilevanza internazionale.

La scelta dell’energia nucleare come parte integrante della strategia energetica rumena riporta l’importanza di soluzioni a basse emissioni per poter affrontare le sfide climatiche. La Romania continua ad investire sull’energia nucleare nonostante sia un tema molto discusso in molte nazioni. Questo perché continua a seguire l’obiettivo di rafforzare il proprio ruolo nell’ambito energetico. Detto ciò, si comprende facilmente come la COP29 abbia offerto ad Ansaldo Nucleare una preziosa occasione per consolidare la propria presenza internazionale.

Martina Serpe

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