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Gas misteriosi nelle rocce di Outokumpu: rilevati oltre 40 composti organici a più di 2 km di profondità

Esaminando le profondità del suolo finlandese è stato possibile venire a conoscenza di giacimenti di composti organici mai sperimentati prima d’ora

In Finlandia è stato praticato un foro di trivellazione dalla profondità di oltre 2 km, dal quale un gruppo di ricercatori dell’Università di Helsinki e del Centro di Ricerca VTTA hanno effettuato una prelevazione di gas e microbi. Il foro è stato scavato nell’area di Outokumpu, nel sud-est del Paese, nota per essere ricca di giacimenti minerari sotterranei, ed è da attribuire al GTK, il Geological Survey of Finland.

Nelle falde acquifere rocciose “scoperchiate” è stato possibile rilevare una vasta quantità di composti organici volatili, che provengono generalmente da processi industriali, associati ad una cattiva qualità dell’aria interna, ma anche esterna, come nelle zone all’aria aperta che risultano essere umide, nei pressi di sorgenti idrotermali o aree vulcaniche.

Si tratta di una scoperta molto interessante, in quanto in precedenza le informazioni relative ai composti organici volatili scarseggiavano realmente, mentre il rinvenimento associato alle falde acquifere e alla roccia cristallina rappresenta un indubbio passo avanti nella ricerca, i cui risultati sono stati resi pubblici attraverso la rivista Communications Earth & Environment .

A detta degli esperti, questo ritrovamento potrà rivelarsi determinante per fornire loro ulteriori tasselli da impiegare nello studio del ciclo del carbonio e della qualità dell’area nei sotterranei della superficie.

Scoperti oltre 40 composti organici volatili

Gli approfondimenti hanno permesso di portare alla luce come i microbi, quali batteri e funghi, che popolano la biosfera indagata sono direttamente coinvolti nella produzione dei composti organici volatili. Le caratteristiche da essi possedute variano a seconda delle qualità del substrato roccioso e le condizioni di ossidoriduzione presenti. Il professore Riikka Kietäväinen dell’Università di Helsinki, ha spiegato come il team di ricercatori sia stato attirato direttamente verso i composti dall’odore prodotto, affermando che a seconda del differente annusatore, l’odore delle falde acquifere variava le sue proprietà, passando da un effluvio simile a quello della fogna, fino a sembrare addirittura dolce.

Per individuare esattamente la fonte dell’odore si è reso necessario l’utilizzo della spettrometria di massa con gascromatografia a desorbimento termico. Grazie a queste analisi è stato possibile rinvenire oltre 40 composti organici volatili, includenti ulteriori idrocarburi, chetoni o aldeidi. La scienziata del VTT Mari Nyyssönen ha esposto l’avvenuto approfondimento riguardante il ruolo dei microbi e la loro influenza sulla degradazione dei composti, usufruendo di dati genomici precedentemente assorbiti.

Il foro di trivellazione che ha portato alla scoperta (Riikka Kietäväinen foto) – www.energycue.it

Un rinvenimento potenzialmente fondamentale

La scienziata afferma anche che i microbi, quando si trovano all’interno delle profondità dei substrati, possono sfruttare scarse fonti di nutrienti e carbonio; a testimonianza di ciò, vi sono numerosi studi precedentemente effettuati. E’ importante sapere, infatti, che la perforazione del foro di trivellazione è avvenuta vent’anni fa, il 31 gennaio 2005

Mai nessun lavoro aveva, però, permesso di portare al rinvenimento delle falde acquifere che risalirebbero addirittura a dieci milioni di anni fa, oltre che una comunità microbica realmente peculiare, che abita proprio le medesime falde acquifere del substrato. Un enorme passo avanti, dunque, che permetterà alla comunità scientifica locale di comprendere meglio le interazioni che intercorrono all’interno del foro, come ribadito da Kietäväinen e Nyyssönen.

Flavio Forlini

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