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Imballaggi sostenibili: fondi di caffè e funghi reishi diventano un materiale resistente e biodegradabile

Imballaggi sostenibili, come i fondi di caffè possono diventare ben altro oltre al concime per le piante. Come funziona?

Il caffè è una delle bevande più consumate al mondo, apprezzato per il suo sapore e le sue proprietà stimolanti. Ottenuto dalla macinazione e dall’infusione dei semi della pianta di Coffea, il caffè è parte integrante di molte culture e tradizioni.

Oltre al suo gusto e al suo effetto energizzante, il caffè ha numerosi benefici per la salute. Contiene antiossidanti e sostanze che possono migliorare la funzione cerebrale, ridurre il rischio di alcune malattie neurodegenerative e contribuire alla protezione del fegato.

Il mercato del caffè è vasto e coinvolge milioni di persone tra coltivatori, distributori e consumatori. Le aree di produzione includono Brasile, Colombia, Etiopia e Vietnam. Il commercio equo e solidale sta guadagnando importanza.

Il consumo di caffè si evolve costantemente con nuove tendenze, come il caffè specialty, le alternative sostenibili e le bevande a base di caffè freddo. La crescente consapevolezza ambientale spinge molte aziende a ridurre l’impatto della produzione. Ecco un’invenzione straordinaria!

L’uso dei fondi di caffè

I fondi di caffè possono essere riutilizzati in vari modi. Così si riducono gli sprechi. Un uso comune è come fertilizzante naturale: ricchi di azoto e minerali, migliorano la qualità del suolo e favoriscono la crescita delle piante. Possono anche essere impiegati per tenere lontani parassiti come lumache e formiche.

Un altro utilizzo dei fondi di caffè è nella cosmesi fai-da-te. Grazie alla loro texture granulosa, sono un ottimo esfoliante per la pelle. Possono anche essere aggiunti a shampoo e balsami per rinforzare i capelli e contrastare la forfora. Come li hanno usati gli scienziati?

Fondi di caffè (screenshot Boschi di Ogigia/YouTube) – www.energycue.it

I fondi di caffè nel piatto

Solo il 30% di un chicco di caffè è solubile in acqua, e molti metodi di preparazione ne estraggono ancora meno. Così, degli 1,6 miliardi di libbre di caffè consumati ogni anno negli Stati Uniti, oltre 1,1 miliardi di libbre di fondi finiscono nei rifiuti o nel compost. Questo enorme spreco ha ispirato Danli Luo, dottoranda dell’Università di Washington, a trovare una soluzione innovativa. Luo e un team dell’Università di Washington hanno sviluppato un sistema per trasformare i fondi di caffè in una pasta, utilizzata per la stampa 3D di oggetti come materiali da imballaggio e piccole sculture. La pasta viene arricchita con spore di fungo Reishi, che formano una pelle miceliale attorno agli oggetti, rendendoli resistenti e completamente compostabili.

I ricercatori stanno esplorando altre fonti di scarti alimentari per creare materiali simili. Questo lavoro, finanziato dalla National Science Foundation, è stato pubblicato il 23 gennaio sulla rivista 3D Printing and Additive Manufacturing. Questa soluzione offre un’alternativa ecologica alla plastica, per creare materiali compostabili e resistenti. Il processo prevede la crescita del micelio sulla superficie degli oggetti stampati, così si forma una sorta di pelle che conferisce solidità e resistenza all’acqua. Questo approccio potrebbe rivoluzionare il settore del packaging e della produzione sostenibile. La notizia arriva da ScienceDaily.

Annarita Faggioni

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