Nucleare

Deep Fission: il primo reattore nucleare sotterraneo degli USA sarà in Kansas

Deep Fission realizzerà il primo reattore nucleare sotterraneo negli Stati Uniti, integrando tecnologie già note.

Queste tecnologie includono trivellazione da oil & gas, geotermia e reattori ad acqua pressurizzata. Il progetto si inserisce nel quadro delle sperimentazioni di nuovi modelli per la produzione di energia a basso impatto ambientale.

La startup statunitense Deep Fission ha annunciato che costruirà il suo primo reattore nucleare commerciale sotterraneo a Parsons, in Kansas. Il sito scelto è il Great Plains Industrial Park, un’area di oltre 14.000 acri che in passato ospitava installazioni militari. Il progetto è parte del Reactor Pilot Program del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti (DOE), un’iniziativa pensata per facilitare la sperimentazione di tecnologie nucleari avanzate.

La cerimonia di avvio dei lavori è prevista per il 9 dicembre 2025, con l’obiettivo di completare la costruzione e raggiungere l’operatività entro il 4 luglio 2026, data simbolica per gli Stati Uniti. La tempistica è subordinata all’approvazione finale da parte delle autorità competenti.

Un progetto pilota per testare un nuovo modello di reattore nucleare

Il reattore che Deep Fission intende realizzare è un small modular reactor (SMR), chiamato Gravity. Si tratta di un reattore ad acqua pressurizzata (PWR), progettato per essere installato in un borehole trivellato verticalmente nel terreno, a circa 1,6 km di profondità.

Il progetto si distingue per la combinazione di tecnologie esistenti già utilizzate in altri settori:

  • Trivellazione profonda, simile a quella usata nell’oil & gas;
  • Tecnologie geotermiche per la gestione termica e della pressione;
  • Progettazione nucleare convenzionale, basata su PWR a uranio a basso arricchimento (LEU).

Ogni unità è progettata per generare 15 megawatt elettrici. La natura modulare permette di installare più reattori nello stesso sito, in base alla domanda energetica locale.

I vantaggi dichiarati della collocazione sotterranea

Secondo l’azienda, collocare il reattore sottoterra dovrebbe portare alcuni potenziali vantaggi:

  • riduzione del rischio di impatti esterni (incidenti, eventi naturali);
  • sfruttamento della pressione idrostatica naturale per mantenere il funzionamento del reattore senza necessità di strutture esterne pressurizzate;
  • minori costi di costruzione rispetto a una centrale nucleare convenzionale;
  • assenza di grandi edifici di contenimento sopra il suolo.

Il reattore opererà a una temperatura del nocciolo di circa 315°C (599 °F), mantenuta grazie alla pressione fornita dalla colonna d’acqua sovrastante nel pozzo.

Un progetto in fase sperimentale: autorizzazioni e prospettive

L’impianto sarà costruito nell’ambito del programma del DOE volto a favorire lo sviluppo di tecnologie nucleari non convenzionali. Il progetto prevede una collaborazione con la Great Plains Development Authority, che ha firmato una letter of intent con Deep Fission per esplorare anche lo sviluppo di futuri impianti commerciali su larga scala nella stessa area.

Liz Muller, co-fondatrice e CEO dell’azienda, ha descritto il pilot come “un primo passo” verso una produzione energetica più accessibile e sostenibile, sottolineando l’intento di dimostrare la fattibilità del concetto di reattore compatto e profondo.

Criticità e considerazioni sul modello di reattore sotterraneo

Nonostante l’interesse mediatico per progetti come quello di Deep Fission, molti esperti del settore nucleare restano cauti sull’effettiva applicabilità e replicabilità su larga scala di reattori SMR, in particolare quelli basati su configurazioni non tradizionali.

Alcune delle questioni tecniche ancora da chiarire includono:

  • la gestione della manutenzione e dell’accessibilità in ambienti profondi e confinati;
  • la sostenibilità economica su scala commerciale;
  • i tempi e costi di autorizzazione e messa in servizio, anche in un contesto di regolamentazione semplificata;
  • la gestione dei rifiuti radioattivi, che dovrà comunque avvenire in superficie.

Inoltre, mentre la sicurezza passiva del collocamento sotterraneo è un punto a favore, non esistono ancora dati operativi su questo tipo di installazione, il che rende il progetto un caso di studio importante per il settore.

Il ruolo dei piccoli reattori modulari nella transizione energetica

Gli SMR sono considerati da molti una possibile risposta alla domanda crescente di energia a basse emissioni, in contesti dove le grandi centrali nucleari sono economicamente o logisticamente non sostenibili.

Se dimostreranno affidabilità, efficienza e costi competitivi, potrebbero essere impiegati in:

  • aree remote e off-grid;
  • applicazioni industriali ad alta intensità energetica;
  • sostegno a reti elettriche regionali o a microgrid indipendenti.

Il progetto di Deep Fission rappresenta un esperimento tecnico e regolatorio nel campo dell’energia nucleare. Sebbene i vantaggi teorici del reattore Gravity siano numerosi, la sua realizzazione effettiva e i risultati operativi attesi nei prossimi anni saranno fondamentali per valutarne l’impatto sul futuro dell’energia nucleare.

In un panorama energetico in transizione, che cerca soluzioni per coniugare affidabilità, decarbonizzazione e sostenibilità economica, progetti come questo offrono spunti per ripensare il ruolo del nucleare, ma restano ancora da verificare nei fatti.

Carolina Valdinosi

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