Piccoli reattori nucleari in Italia: cosa sono, tempi, costi e gestione dei rifiuti radioattivi

Il Senato approva la legge delega sul nucleare. Cosa prevede su SMR, tempi, costi rifiuti radioattivi.

29 settembre 2026 17:04
Piccoli reattori nucleari in Italia: cosa sono, tempi, costi e gestione dei rifiuti radioattivi - Canva
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Il 23 settembre 2026 il Senato ha chiuso l'iter parlamentare del provvedimento sul ritorno dell'energia nucleare in Italia. Il testo approvato con 81 voti favorevoli, 51 contrari e 7 astenuti è un disegno di legge delega, ribattezzato legge Pichetto dal nome del ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, che affida al governo il compito di scrivere le regole e non autorizza da solo nessuna centrale. Al centro ci sono i piccoli reattori modulari, in sigla SMR. Qui si ricostruisce cosa prevede il testo, cosa dicono le fonti sulla tecnologia e quali passaggi restano aperti.

Il disegno di legge, firmato dal ministro Gilberto Pichetto Fratin, ha avuto il primo sì alla Camera il 4 giugno, e il via libera definitivo del Senato è arrivato il 23 settembre. Prima di produrre effetti servono la promulgazione e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Il ministro ha presentato il voto come il compimento di un percorso avviato tre anni fa e ha indicato nei decreti attuativi il passo successivo, in un comunicato del ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha scritto sui social, come riporta Sky TG24, che dopo quasi quarant'anni l'Italia torna ad avere "un quadro di regole per produrre energia nucleare".

Punti chiave

  • Il 23 settembre 2026 il Senato ha approvato in via definitiva con 81 sì, 51 no e 7 astenuti una legge delega e non un decreto legge, che attende promulgazione e pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

  • La delega dà al governo dodici mesi dall'entrata in vigore per i decreti legislativi su sicurezza, rifiuti, localizzazione, ricerca e governance, ma secondo Fanpage non stanzia fondi per costruire reattori.

  • L'Agenzia internazionale per l'energia atomica definisce gli SMR come reattori fino a 300 MW(e) per unità, circa un terzo delle centrali tradizionali, e censisce più di ottanta progetti nel mondo.

  • Il ministro Pichetto Fratin stima il primo reattore in funzione nel 2033 o nel 2034, mentre restano aperti l'individuazione dei siti e il deposito delle scorie.

  • Il progetto NuScale e UAMPS, chiuso nel novembre 2023, aveva visto il prezzo obiettivo salire da 58 a 89 dollari per MWh, con costi di costruzione stimati da 5,3 a 9,3 miliardi di dollari.

  • Uno studio PNAS del 2022 stima che tre progetti di SMR producano un volume di rifiuti da 2 a 30 volte superiore a quello di un grande reattore ad acqua pressurizzata, tesi contestata da NuScale.

Perché il governo accelera adesso

Le motivazioni sono state date in più occasioni. Il 4 giugno, dopo il voto della Camera, Pichetto Fratin ha collegato la scelta alla crescita della domanda di energia, che a suo avviso sarà spinta dall'intelligenza artificiale, dai data center e dall'elettrificazione industriale e civile. Euronews scrive che Meloni ha presentato il nucleare come una delle risposte alla crisi energetica innescata dalla guerra all'Iran. Nel messaggio dopo il voto la premier ha aggiunto che l'Italia importa elettricità prodotta dalle centrali nucleari dei Paesi vicini senza poterla produrre in casa.

Il ministro ha precisato che l'obiettivo è arrivare pronti quando le nuove tecnologie saranno mature e disponibili, e a suo giudizio questo accadrà all'inizio del prossimo decennio. Il dato spiega la struttura del provvedimento, che costruisce prima il quadro normativo e rimanda a dopo la scelta dei reattori.

Cosa sono i piccoli reattori modulari SMR?

Piccoli reattori nucleari in Italia
Wikimedia (Pubblico dominio)

L'Agenzia internazionale per l'energia atomica definisce gli SMR come reattori avanzati con una potenza fino a 300 MW(e) per unità, circa un terzo della capacità delle centrali nucleari tradizionali. Il termine small (piccolo) rimanda alle dimensioni fisiche e il termine modular(modulare) al fatto che molti componenti possono essere costruiti o assemblati in fabbrica e poi trasportati sul sito. Secondo la stessa agenzia i progetti e i concetti censiti nel mondo sono più di ottanta, quasi tutti in fasi diverse di sviluppo, con alcuni presentati come pronti a breve termine.

Quanti ne funzionino davvero oggi dipende da chi fa il conto. Fanpage parla di un paio di SMR in esercizio, tra Russia e Cina. Business Standard, citando la dashboard 2025 dell'Agenzia per l'energia nucleare dell'OCSE, ne elenca tre già in funzione, il cinese HTR-PM, il giapponese HTTR e il russo KLT-40S. Le opposizioni che hanno votato contro sostengono, come riferisce Euronews, che la tecnologia oggi non esista in forma commerciale. L'Agenzia internazionale per l'energia atomica aggiunge un dettaglio che pesa sulle previsioni, cioè che la competitività economica degli SMR resta da dimostrare una volta installati.

Per chi parte dalle basi, energycue.it ha già pubblicato una spiegazione su come funzionano i piccoli reattori modulari, che passa in rassegna i vantaggi attesi e i progetti pilota già avviati.

SMR, AMR, microreattori e fusione

Euronews distingue quattro famiglie. Gli SMR sono reattori a fissione di piccola taglia e prefabbricati, fino a 300 MW. Gli AMR, o reattori modulari avanzati, sono sistemi di quarta generazione che usano refrigeranti diversi dall'acqua, come sali fusi, piombo o gas, per lavorare a temperature più alte. I microreattori sono unità ultracompatte, spesso sotto i 20 MW, trasportabili su camion. La fusione, che unisce nuclei leggeri come deuterio e trizio invece di scindere atomi pesanti, resta sperimentale. Secondo Fanpage gli AMR esistono al momento solo come prototipi.

Le cronache non coincidono sul perimetro. Il Sole 24 Ore scrive che il provvedimento esclude in modo tassativo le grandi centrali e limita l'azione a SMR e AMR, con la fusione come prospettiva di lungo periodo. Euronews riferisce invece un principio di neutralità tecnologica, con i decreti attuativi chiamati a stabilire quali soluzioni ammettere sulla base di valutazioni di sicurezza e sostenibilità, microreattori compresi. Il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale permetterà di verificare quale lettura regge.

Un esempio di progetto e i sistemi passivi

Glli SMR sono reattori piccoli, costruibili in fabbrica e dotati di sistemi di sicurezza che sfruttano fenomeni fisici naturali, e aggiunge che i progetti più avanzati restano per ora più cari delle rinnovabili. Un esempio concreto è il BWRX-300 di GE Hitachi Nuclear Energy, che il catalogo SMR dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica presenta come un reattore ad acqua bollente da 870 MW termici, circa 300 MW(e) netti nella sola produzione elettrica, basato su circolazione naturale e sistemi di sicurezza passivi. La scelta del modello per l'Italia spetta ai decreti attuativi, e nessun progetto è indicato nel testo.

Cosa prevede la legge Pichetto

Il perno del provvedimento è un Programma nazionale per lo sviluppo della produzione di energia nucleare sostenibile e da fusione, che deve indicare gli obiettivi di inserimento dell'atomo nel mix energetico, in coerenza con la decarbonizzazione e con l'indipendenza energetica, come riporta Open. Il testo richiama il rispetto degli obblighi europei e internazionali e degli obiettivi di decarbonizzazione al 2050.

Il perimetro dei decreti legislativi, secondo la sintesi diffusa da Newsbiella, comprende la disciplina del combustibile nucleare, degli impianti di stoccaggio e smaltimento dei rifiuti radioattivi e del combustibile esaurito, la disattivazione e lo smantellamento delle installazioni esistenti, il riordino di sicurezza, vigilanza e controllo, la governance, la ricerca e la formazione di nuove competenze. Euronews aggiunge la costruzione e la gestione delle centrali e la produzione di idrogeno con energia nucleare. Fanpage segnala il ripristino dell'Agenzia per la sicurezza nucleare.

Sulla localizzazione, che Il Sole 24 Ore considera il tema più scomodo del dossier, il legislatore ha previsto un meccanismo di candidatura volontaria. La Camera ha poi aggiunto un'estensione all'impiego dei reattori di piccola taglia nel settore navale e marittimo.

Chi costruisce e chi paga

Il disegno delineato dal governo non prevede che sia lo Stato a costruire i reattori. Open riferisce che a farlo saranno le imprese private che ne faranno richiesta, mentre il ruolo pubblico consisterà soprattutto nell'orientare le iniziative. Fanpage nota che la delega non stanzia alcun fondo per la realizzazione degli impianti, ed è per questo che si pensa a una collaborazione con i privati.

Su questo punto si concentra la critica dell'opposizione. Il senatore del Partito democratico Nicola Irto ha chiesto in aula "la verità sui tempi e sui costi del nucleare", che nel testo, a suo giudizio, non compare. Stefano Patuanelli, vicepresidente del Movimento 5 stelle, ha sostenuto che sarebbe sbagliato raccontare ai cittadini che il ritorno all'atomo garantirà in automatico energia a basso costo e indipendenza energetica.

Tempi, dal 2026 al 2033

Subito dopo il voto il ministro ha dichiarato che i decreti attuativi saranno pronti entro fine anno. La cornice della delega parla però di dodici mesi dall'entrata in vigore, ed Euronews riferisce che le tecnologie ammesse saranno stabilite dai decreti nei prossimi 12-24 mesi. Le indicazioni non coincidono, e il calendario reale dipenderà dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Per il primo reattore in funzione Pichetto Fratin ha indicato il 2033 o il 2034, parlando al Festival di Open. Lo stesso ministro presenta le date come stime. Ci sono due passaggi ancora aperti che condizionano i tempi reali, cioè l'individuazione dei siti, per cui l'Italia non ha una procedura consolidata, e la gestione dei rifiuti radioattivi, dossier fermo da anni sul fronte del deposito nazionale.

Il nodo dei costi e il precedente NuScale

Il precedente più citato è americano. Nel novembre 2023 NuScale Power e l'associazione di utility dello Utah UAMPS hanno chiuso di comune accordo il Carbon Free Power Project, che prevedeva sei moduli da 77 MW per 462 MW complessivi presso l'Idaho National Laboratory. Nel comunicato congiunto la ragione dichiarata era che il progetto difficilmente avrebbe raccolto abbastanza adesioni. Utility Dive riferisce che a gennaio 2023 NuScale aveva alzato il prezzo obiettivo dell'elettricità da 58 a 89 dollari per MWh. Secondo l'Institute for Energy Economics and Financial Analysis, ripreso da un documento della National Rural Electric Cooperative Association, la stima del costo di costruzione era salita da 5,3 a 9,3 miliardi di dollari.

Il progetto non era privo di credenziali tecniche. Nuclear Engineering International ricorda che la Nuclear Regulatory Commission americana aveva certificato il progetto di NuScale nel gennaio 2023, la prima certificazione di questo tipo per un SMR. Le letture della cancellazione divergono. David Schlissel, dell'Institute for Energy Economics and Financial Analysis, ha detto a E&E News che l'episodio dimostra la falsità della promessa di SMR più economici. Il Clean Air Task Force ha letto la vicenda in un altro modo, come un progetto dimostrativo con i rischi tipici dei primi esemplari, e ha scritto che il costo livellato dell'energia non basta a misurare il valore di una fonte programmabile per il sistema elettrico.

In Italia il confronto resta teorico, perché la legge non stanzia fondi e la scelta della tecnologia spetta ai decreti.

Scorie e deposito nazionale

Sui rifiuti esiste uno studio peer reviewed che ha fatto discutere. Lindsay Krall, Allison Macfarlane e Rodney Ewing hanno pubblicato nel 2022 su PNAS un confronto tra tre progetti di SMR e un reattore ad acqua pressurizzata da 1.100 MW(e), e hanno calcolato che i progetti raffreddati ad acqua, a sali fusi e a sodio aumentano di un fattore compreso tra 2 e 30 il volume di rifiuti da gestire e smaltire. Gli autori attribuiscono l'eccesso ai riflettori di neutroni e ai combustibili e refrigeranti chimicamente reattivi. NuScale ha risposto tramite un portavoce, secondo S&P Global, che l'articolo si basava su informazioni di progetto superate.

Il ministro ha detto che una parte dei decreti legislativi riguarderà il deposito, distinguendo tra lo stoccaggio delle scorie, che sono quantità molto ridotte, e il deposito dei rifiuti a bassa e media intensità, cioè acciaio, ferro e mattoni delle vecchie centrali insieme ai rifiuti prodotti ogni giorno, in gran parte ospedalieri. Euronews ricorda che le autorità hanno considerato idonee alcune decine di siti per il deposito nazionale, soprattutto nel Lazio, in Piemonte, in Sardegna e in Basilicata. In Basilicata si trova Scanzano Jonico, dove nel 2003 l'individuazione del sito per le scorie scatenò una forte mobilitazione popolare.

I referendum e il voto in Senato

Gli italiani hanno respinto il nucleare due volte, nel 1987 dopo Černobyl e nel 2011 dopo Fukushima. Nel referendum del giugno 2011 votò il 54,8% degli aventi diritto e i no furono il 94%, secondo i dati riportati da Euronews. Il governo Berlusconi aveva approvato tra il 2008 e il 2009 un piano per reintrodurre centrali di terza generazione, e quelle norme furono abrogate proprio dal voto del 2011.

Alla votazione del 23 settembre hanno detto sì Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati e Azione, e no Pd, M5S e Avs. Carlo Calenda, di Azione, ha definito il referendum del 1987 un atto di populismo di cui si pagano ancora le conseguenze. Confindustria parla di svolta storica. Greenpeace Italia, Legambiente, WWF Italia e Kyoto Club, in una nota congiunta citata da Open, sostengono che il nucleare sostenibile oggi non esista e che il nucleare disponibile sia quasi lo stesso di quindici anni fa.

Il capitolo navale

Tra le novità introdotte dalla Camera c'è l'estensione ai settori navale e marittimo, che il Sole 24 Ore descrive come impiego dei reattori di piccola taglia in quei comparti. I risvolti per l'ingegneria navale e la nautica rientrano nella verticale di marinecue.it.

Un precedente concreto esiste già ed è russo. L'Akademik Lomonosov, la prima centrale nucleare galleggiante al mondo, ha iniziato l'esercizio commerciale nel maggio 2020 e produce energia con due SMR da 35 MW(e), come indica l'Agenzia internazionale per l'energia atomica.

Domande frequenti

La legge sul nucleare approvata dal Senato è un decreto legge?

No. Il 23 settembre 2026 il Senato ha approvato in via definitiva un disegno di legge delega, chiamato legge Pichetto. Il Parlamento affida al governo il compito di scrivere i decreti legislativi entro dodici mesi dall'entrata in vigore. Il testo da solo non autorizza alcuna centrale e non ha l'effetto immediato di un decreto legge.

Cosa sono i piccoli reattori modulari SMR e quanti funzionano oggi?

Secondo l'Agenzia internazionale per l'energia atomica sono reattori avanzati fino a 300 MW(e) per unità, in buona parte costruibili in fabbrica. I progetti nel mondo superano gli ottanta. Quelli in esercizio sono pochi e le fonti divergono sul conteggio, perché Fanpage ne cita un paio e Business Standard ne elenca tre.

Quando ci saranno i primi piccoli reattori nucleari in Italia?

Il ministro Pichetto Fratin stima il primo reattore in funzione nel 2033 o nel 2034, e lo presenta come una stima. La data dipende da decreti attuativi ancora da scrivere, dalla maturità delle tecnologie all'inizio del prossimo decennio e dalla soluzione di due nodi, l'individuazione dei siti e la gestione delle scorie.

Chi costruirà e pagherà i piccoli reattori nucleari in Italia?

Secondo Open a costruirli saranno le imprese private che ne faranno richiesta, mentre lo Stato avrà un ruolo di orientamento. Fanpage precisa che la delega non stanzia fondi per la realizzazione dei reattori. Costi e tempi restano quindi da definire, e le opposizioni contestano l'assenza di questi dati nel testo di legge.

Cosa prevede la legge sulle scorie dei piccoli reattori nucleari?

La delega comprende la disciplina di stoccaggio e smaltimento dei rifiuti radioattivi e del combustibile esaurito, e il ministro ha annunciato decreti dedicati al deposito. Uno studio PNAS del 2022 stima che tre progetti di SMR producano un volume di rifiuti da 2 a 30 volte superiore a quello di un grande reattore, e NuScale contesta i dati.

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