Nel 2025 l'86% dell'energia primaria mondiale è venuto dai combustibili fossili

Il rapporto 2026 dell'Energy Institute indica fossili all'86% su oltre 600 EJ nel 2025. Cosa misura quel numero e cosa lascia fuori.

02 ottobre 2026 16:00
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Nel 2025 la fornitura mondiale di energia ha superato per la prima volta i 600 EJ (exajoule, un miliardo di miliardi di joule), con una crescita dell'1,7% sul 2024. Petrolio, carbone e gas ne hanno coperto circa l'86%, secondo la Statistical Review of World Energy 2026 dell'Energy Institute, pubblicata il 30 giugno 2026.

La quota si riferisce all'energia primaria, cioè quella contenuta nei combustibili prima di diventare elettricità, calore o movimento. Nello stesso anno eolico e solare insieme sono stati la prima fonte di nuova energia, con una crescita del 18,3%, e i fossili sono comunque aumentati in valore assoluto.

Come si arriva all'86% e perché il metodo conta

Il rapporto misura l'offerta totale di energia (in inglese total energy supply, TES). Il petrolio ha fornito 201 EJ, il carbone 166 EJ e il gas 150,7 EJ, per circa 518 EJ di fossili. Nucleare, idroelettrico e rinnovabili (solare, eolico, geotermia e biocarburanti) coprono il resto, con quote del 5,2%, del 2,7% e del 5,9%. Le quote di petrolio (33,5%), carbone (27,7%) e gas (25,1%) sommano 86,3%, mentre Carbon Brief riporta 86,2%, il minimo storico per questa serie.

Dall'edizione 2025 l'Energy Institute calcola il totale con il metodo del contenuto energetico fisico, in linea con IEA, EIA, bp ed Eurostat. Per i combustibili conta l'energia che entra nel sistema, per eolico, solare e idroelettrico l'elettricità che ne esce. In precedenza usava il metodo di sostituzione, che contava l'elettricità pulita come il combustibile fossile necessario a produrla (secondo Our World in Data, 100 TWh di solare diventavano 250 TWh).

Con il nuovo criterio la quota dei fossili sale a parità di dati, perché solare, eolico e idroelettrico pesano meno nel totale. Nel rapporto sul 2023, ancora con il vecchio metodo, i fossili risultavano all'81,5%, un valore che non si confronta direttamente con l'86% attuale.

Il metodo lascia invariati i 518 EJ di fossili e cambia solo il peso delle altre fonti. Resta un limite di lettura, perché il totale primario non dice quanta energia utile ne derivi. Secondo Carbon Brief circa due terzi dell'energia primaria vanno persi come calore prima di diventare lavoro utile, per esempio in un motore a combustione, mentre l'elettricità di eolico e solare arriva quasi tutta all'uso. Da qui l'espressione primary energy fallacy, l'idea che ogni exajoule fossile vada sostituito da un exajoule pulito.

Cosa dicono i dati sulla transizione in corso

Nel 2025 ogni fonte ha toccato un massimo storico. Il carbone ha raggiunto 166 EJ (+0,7%), il 2,8% sopra il livello del 2014, anno indicato in passato come possibile picco. Eolico e solare sono cresciuti del 18,3% in un anno e in dieci anni si sono moltiplicati per cinque, mentre carbone, petrolio e gas sono saliti rispettivamente del 6%, del 9% e del 21%. Il solare ha pesato per il 71% dell'aumento delle rinnovabili.

Il quadro cambia guardando all'elettricità, dove la generazione è salita di circa 940 TWh (+3%), più in fretta dell'energia totale. Secondo il rapporto la crescita è stata coperta interamente da fonti a basse emissioni, con la generazione fossile ferma. L'Energy Institute segnala comunque che le emissioni globali continuano ad aumentare.

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