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La turbina eolica del futuro è senza pale: Vortex Bladeless

Immaginate di rimuovere le pale. Non si uccideranno uccelli. Non si farà alcun rumore. Si useranno meno materiali. Immaginate di rimuovere tutte le parti mobili e con loro le centinaia di litri di petrolio che si utilizzano ogni anno. Questa tecnologia richiede manutenzione molto raramente. Immaginate di spostare il generatore di corrente dalla parte superiore alla parte inferiore della colonna. Non serviranno molti finanziamenti per la produzione in serie. Immaginate di cambiare i materiali della struttura e di usare solo comune fibra di vetro. La tecnologia sarà più leggera e più rispettosa dell’ambiente.

focus.it

Questa è la presentazione che appare sul sito di una nuova tecnologia energetica sviluppata da una start up in Spagna chiamata Vortex Bladeless. Stando ai creatori questo sarà un modo più efficiente, meno costoso e più amico dell’ambiente per produrre energia. La turbina è a forma di cono allungato (la cima è più grande, la base è più piccola) e inizia a oscillare violentemente sotto le opportune condizioni di vento, e a produrre, di conseguenza, energia elettrica. Questa particolare forma è stata sviluppata al computer tramite CFD al fine di garantire la formazione di vortici di vento lungo tutto l’albero. Quando la frequenza di rotazione dei vortici coincide con la frequenza di oscillazione della struttura, si raggiunge un picco nell’assorbimento dell’energia del vento da parte della struttura stessa.

Per dimostrare la fattibilità della suddetta tecnologia sono stati effettuati decine di test in tunnel del vento e decine di test su terra si continuano a realizzare in scala. L’idea principale è sviluppare due diverse taglie di potenza: Vortex Gran per produzione di massa, grandi clienti, aziende investitori in energie rinnovabili e grandi compagnie elettriche fino a 1 MW e Vortex Mini per produzione domestiche o industriali vicino al luogo di consumo fino a 4 kW.

Il mercato dell’energia eolica nel 2013 aveva una valutazione monetaria di 70000 milioni di euro con circa 318 GW di potenza installata nel mondo. In accordo con alcuni studi il mercato crescerà fino a 600 GW di potenza generata nel 2020, con una sostanziale crescita delle installazioni offshore e questa potrebbe rivelarsi una opportunità eccellente per Vortex Bladeless. Quest’ultima tecnologia porterà a una riduzione dei costi di produzione del 53%, una riduzione del 51% dei costi operazionali, meno 80% per i costi di manutenzione, riduzione dei costi di produzione di energia del 40% e una riduzione del 40% della cosiddetta carbon footprint.

Poiché non c’è contatto tra le parti mobile, non vi è frizione e, di conseguenza, non c’è necessità di lubrificanti. Non c’è necessità di avere pezzi di ricambio. Non c’è presenza di ingranaggi complessi e non c’è necessità di posizionamenti particolari (in base agli angoli di incidenza del vento). Vortex non ha bisogno di alcun tipo di energia per il suo utilizzo. In conclusione, quindi, ci si chiede se Vortex Bladeless potrà portare una vera rivoluzione nel campo della produzione eolica. Intanto il crowdfunding è iniziato.

Lorenzo Rubino

Laureato magistrale a 24 anni in ingegneria energetica al PoliTO. Esperto in efficienza energetica industriale, commerciale, residenziale. Progettista tecnico di impianti rinnovabili e tradizionali. Responsabile di #EnergyCuE da marzo 2015. Appassionato di nuove tecnologie e policy, soprattutto se finalizzate alla sostenibilità della produzione di energia. Mi sento curioso, riflessivo ma anche spontaneo, diretto e pragmatico, da buon ingegnere!

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