GE Power e il gruppo A2A hanno annunciato la continuazione del piano di ammodernamento su alcune delle centrali termoelettriche più importanti d’Italia. Una forte spinta verso la digitalizzazione del sistema elettrico italiano, sempre più rinnovabile.
GE e A2A collaborano dal 2015, quando l’azienda proprietaria di centrali di produzione in Piemonte e Lombardia ha utilizzato la soluzione digitale GE Operations Performance Management (OPM) al riavvio dell’impianto di Chivasso (Torino) da 1179 MW. Era il novembre dello stesso anno. Grazie al programma di ammodernamento, la centrale è tornata ad essere competitiva sul mercato. “Ogni turbina può produrre fino a 65 MW a minimo carico consentendo rampe di carico fino a 50 MW al minuto, due volte e mezzo più velocemente del valore standard” si legge sul comunicato stampa.
Visti gli ottimi risultati della centrale di Chivasso, A2A procederà con lo sviluppo dei medesimi sistemi GE in altre tre centrali:
per una potenzialità totale di 3.420 MW, “l’equivalente di energia necessaria a circa 1 milione di case in Italia“. Nel computo precedente non è, invece, compresa la centrale di Termoli (Campobasso) da 770 MW poiché di proprietaria Sorgenia.
“Le soluzioni hardware e software contribuiranno a dimezzare i tempi di accensione in ogni tipo di condizione dell’impianto in un tempo record, tra 90 e 120 minuti“, così afferma Valerio Camerano, AD del gruppo A2A. E continua “proseguiamo nella digitalizzazione delle nostre centrali in ottica di efficientamento e ammodernamento. Un percorso che ci consente di rendere più flessibili gli impianti per adattarci rapidamente alle condizioni del mercato, migliorandone al contempo l’impronta ecologica e riducendo i costi di gestione“.
Ecco alcuni dei dettagli su cosa è stato fatto e cosa si intende fare, ricavati dal comunicato stampa:
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