Energy mix

Batteria Li-ion e premio Nobel per la chimica 2019

Qualche giorno fa è stato assegnato il premio Nobel per la chimica 2019. Il riconoscimento è stato attribuito a John Bannister Goodenough, fisico statunitense, Michael Stanley Whittingham, chimico inglese e Akira Yoshino, chimico giapponese per l’impatto che i loro studi sullo sviluppo e la realizzazione della batteria li-ion hanno avuto sulla società moderna. La Reale Accademia Svedese per le scienze ha assegnato il premio con la motivazione che questi scienziati hanno creato le condizioni per una società senza fili e libera da combustibili fossili.

Batteria li-ion: cosa è e come funziona?

Una batteria è un dispositivo che contiene diverse celle elettrochimiche, arrangiate in serie e parallelo, per garantire tensione e corrente desiderate. La cella elettrochimica converte energia chimica in energia elettrica attraverso una reazione di ossidoriduzione spontanea. Il trasferimento di elettroni si completa attraverso un circuito esterno.

Il difficoltoso sviluppo della batteria li-ion e l’impatto che questa scoperta ha avuto, sono valsi il riconoscimento del premio Nobel per la chimica 2019. [Energy Close-up Engineering. Credits: Lithium Process Chemistry Resources, Extraction, Batteries, and Recycling, Elsevier 2015]

Una batteria li-ion è una batteria in cui il catodo è un ossido metallico del litio, l’anodo è fatto di grafite, l’elettrolita è un sale del litio in un solvente organico (miscela di carbonato di etilene e carbonato di dimetile) e il separatore è una membrana polimerica microporosa permeabile al passaggio degli ioni di litio. Alcuni esempi di catodo sono litio cobalto, LCO, in configurazione layered, litio manganese, LMO, in configurazioni cristalline layered o spinel e litio ferro fosfato, LFP, in configurazione cristallina in configurazione cristallina olivine.

Gli ioni di litio, durante la fase di carica, si spostano verso l’anodo e durante la fase di scarica sono indirizzati al catodo. L’elettrodo trattiene e rilascia gli ioni di litio nel processo di “intercalazione ed estrazione”. A causa della reversibilità del processo stesso, il meccanismo prende il simpatico nome di “rocking chair” (sedia a dondolo).

Storia dello sviluppo della batteria li-ion

Whittingham utilizzò per la prima volta il litio come materiale anodico per la batteria cui stava lavorando. Exxon considerò le prestazioni della batteria soddisfacenti a tal punto che subito la mise in produzione . L’utilizzo di litio per l’anodo comporta una serie di problemi e il principale è la formazione di dendriti metalliche che cortocircuitano la batteria. La diretta connessione tra anodo e catodo può essere causa di esplosione della batteria. L’aggiunta di alluminio all’anodo permise di superare questo problema.

È il 1976 e Whittingham mostra al mondo intero la prima batteria al litio ricaricabile. Questa batteria però offre prestazioni non compatibili con il mercato automotive dell’epoca.

Goodenough concentrò i propri studi sul miglioramento del materiale al catodo. La sua scelta fu di passare dal disolfuro di titanio all’ossido di litio e cobalto. Inoltre rese le batterie più sicure producendole scariche e facendole caricare in un secondo momento.

Yoshino infine immagino che il punto cardine per il miglioramento della batteria immaginata da Whittingham e Goodeough fosse l’anodo. Sperimentò diversi materiali e alla fine si convinse che il migliore fosse il coke di petrolio. Così facendo, la batteria li-ion come tutti noi la conosciamo oggi era pronta a cambiare il mondo.

Il difficoltoso sviluppo delle batterie agli ioni di litio e l’impatto che questa scoperta ha avuto, sono valsi il riconoscimento del premio Nobel per la chimica 2019. [Energy Close-up Engineering. Credits: sciencedaily.com]

What’s next?

Cosa ci riserva il futuro dell’accumulo elettrochimico di energia? Batterie ai polimeri di litio, batterie litio-aria, batterie al grafene, batterie ceramiche, batterie al vetro e chi più ne ha, più ne metta. Noi però, almeno per oggi, celebriamo questa rivoluzionaria scoperta.

Rosario Tolomeo

Laureato in Ingegneria Chimica. Ingegnere abilitato dal 2018. Ingegnere di processo e consulente prima, Ph.D. Student in Industrial Engineering, presso l’Università degli Studi di Salerno, su veicoli elettrici e batterie al litio ora. Autore su #EnergyCuE da Maggio 2019. Appassionato di tecnologia, scienza, Giappone, energia e sostenibilità a tutto tondo.

Recent Posts

40 anni dal disastro di Chernobyl: cosa accadde davvero e cosa dice oggi la scienza sulla sicurezza nucleare

Ricostruzione dettagliata del disastro nucleare di Chernobyl del 26 aprile 1986: difetti del reattore RBMK,…

1 settimana ago

Meno auto, città più fresche: una ricerca ha quantificato il legame tra traffico e temperatura urbana

Uno studio dell'Università di Manchester pubblicato sul Journal of Advances in Modeling Earth Systems ha…

3 settimane ago

Sciami di microrobot contro le microplastiche: la scienza scende in campo ai Lincei

Ci sono particelle di plastica nelle acque dell'Artico, nel cibo che mangiamo, nell'aria che respiriamo…

4 settimane ago

L’Italia mappa l’amianto dai satelliti: e-GEOS e il Mase avviano il primo censimento nazionale dall’orbita

Il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica ha affidato a un consorzio guidato da e-GEOS,…

1 mese ago

Vibrazioni molecolari come catapulte per elettroni: la scoperta che cambia la fisica del fotovoltaico organico

Un gruppo di ricercatori guidato dall'Università di Cambridge ha dimostrato che le vibrazioni molecolari ad…

1 mese ago

Ghiacciai come macchine del tempo: cosa contengono le carote di ghiaccio che il riscaldamento sta cancellando per sempre

Una carota di ghiaccio estratta dal ghiacciaio Weißseespitze nelle Alpi Orientali, al confine tra Austria…

1 mese ago