Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha presentato con poche, precise parole in conferenza stampa, quello che potrebbe essere la più grande riforma della transazione energetica a livello mondiale: ecco il Green Deal Europeo.
I dettagli tecnici del piano sono ancora in lavorazione, ma gli obiettivi e le strategie sono categorici.
Il documento, che verrà studiato e definito nelle prossime settimane e mesi, promette di concentrarsi sui grandi temi collegati ai cambiamenti climatici e alla decarbonizzazione dell’unione europea. In particolare parliamo di energia, edifici, industria, e mobilità.
I motivi per i quali si da priorità ai settori appena citati sono i seguenti:
La Commissione del Green Deal Europeo proporrà un meccanismo per una transizione giusta. Si parla di un fondo di 100 miliardi di euro che prevede norme sugli aiuti di Stato per incentivare gli investimenti verdi, finanziamenti per una transizione dal programma InvestEU e utilizzo delle risorse del gruppo BEI, assistenza tecnica agli stati e a tutti gli stakeholders…
Inoltre, l’UE si impegna, tra le altre cose, a:
Ricordiamoci che il 25% dello strumento per il vicinato, lo sviluppo e la cooperazione internazionale dell’UE è destinato al sostegno degli obiettivi in materia clima e ambiente. Il 40% dei finanziamenti pubblici mondiali per il clima proviene dall’Unione Europea.
Come ha ben detto la von der Leyen:
“Il costo della transizione sarà ingente, ma il costo dell’inazione sarà maggiore.”
Stando a quanto studiato e riportato dalle agenzie europee si contano:
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