Ambiente

Le 10 foreste più protette al mondo emettono carbonio

Le foreste, da sempre grandi assorbitori di carbonio, hanno cominciato ad emettere carbonio. Un rapporto dell’UNESCO ha segnalato che negli ultimi 20 anni, molti siti hanno registrato un aumento delle emissioni di carbonio, superando la quantità assorbita. Anche le 10 foreste più protette al mondo, riconosciute patrimonio dell’UNESCO, rientrano nell’elenco. I ricercatori non hanno dubbi sul fatto che questo cambiamento dipenda dalle attività umane e dal cambiamento climatico ormai in atto.

Per la prima volta i ricercatori hanno avuto a disposizione i dati stimati sul carbonio lordo e netto assorbito ed emesso dalle foreste Patrimonio UNESCO. I dati raccolti fanno riferimento al periodo 2001-2020. Ciò è stato possibile combinando le mappe dal World Resources Institute (WRI) con le informazioni di monitoraggio a livello di sito dal processo di segnalazione della Convenzione del Patrimonio Mondiale e dell’IUCN World Heritage Outlook del 2020. Tales Carvalho Resende (UNESCO), David Gibbs (WRI), Nancy Harris (WRI), Elena Osipova (IUCN), sono gli autori del rapporto “World Heritage forests: Carbon sinks under pressure“.

Il ruolo delle foreste

Quello che ha reso da sempre le foreste “il polmone verde della terra” è la loro capacità di assorbimento di carbonio, sotto forma di CO2 , nella vegetazione e nel suolo. I dati del rapporto indicano che la quantità totale di carbonio assorbita dalle foreste patrimonio UNESCO ammonti a 13 miliardi di tonnellate. Gran parte del carbonio immagazzinato si trova nei siti tropicali.

Il processo di assorbimento ed emissione del carbonio è fondamentale all’interno dell’ecosistema. Inoltre, ha diretta influenza sui cambiamenti climatici. I ricercatori stimano che tra il 2001 e il 2020 le 257 foreste coinvolte nello studio abbiano assorbito 190 milioni di tonnellate di CO2. Inoltre, non sono solo i siti più grandi a determinare benefici climatici, ma anche i siti più piccoli possono svolgere un ruolo considerevole nella regolazione climatica locale.

Le attività umane e il cambiamento climatico come minaccia

Il dato allarmante, però, è che negli ultimi 20 anni la perdita del suolo forestale di circa 3,5 milioni di ettari abbia interessato le foreste meglio protette al mondo. A questo si aggiunge che 10 siti UNESCO abbiano emesso più carbonio di quanto ne abbiano assorbito. Purtroppo, altri siti mostrano risultati simili e trend in salita sulle emissioni del carbonio. Sono dati che spaventano gli esperti, e che rappresentano un ulteriore segnale di quanto il cambiamento climatico stia per diventare irreversibile.

Secondo i ricercatori, gli eventi meteorologici estremi ed avversi sono una delle minacce per le foreste. Abbiamo assistito a fenomeni di incendi boschivi sparsi su tutto il pianeta, le cui conseguenze sono state gravissime e hanno impattato pesantemente l’ecosistema locale. Anche inondazioni, eventi di siccità non fanno altro che alterare la biodiversità e spostare l’habitat. Come è possibile dedurre, la maggiore responsabilità è dell’uomo, che con le attività di disboscamento, raccolta del legno, attività intensive legate all’agricoltura e allevamento, ha esercitato pressioni sul suolo e innescato fenomeni devastanti. Il cambiamento climatico influenza l’emissione del carbonio dalle foreste, che a sua volta contribuisce al cambiamento climatico. Si tratta di un circolo vizioso che è necessario interrompere.

Una minaccia da non sottovalutare

Gli autori del report impongono la tempestività e la consistenza delle azioni necessarie ad evitare il peggioramento della situazione. Sono tre le principali linee di azione suggerite:

  • adozione di misure di intervento efficaci e tempestive a seguito di eventi estremi e distruttivi (incendi, inondazioni, ecc), con l’obiettivo di ridurre gli effetti devastanti sul suolo;
  • gestione integrata del paesaggio e creazione di corridoi ecologici e zone cuscinetto necessarie per garantire che la capacità dei siti di immagazzinare carbonio sia preservata. Questo aspetto eviterebbe la frammentazione del paesaggio che può generare maggiori emissioni di carbonio;
  • inclusione esplicita dei siti del patrimonio mondiale nelle politiche nazionali e internazionali.
Francesca Marasciuolo

Dottoranda in Industria 4.0 al Politecnico di Bari. Mi occupo di Smart Grid, e di come si possano coniugare fonti rinnovabili, mobilità elettrica e sistema elettrico. Autrice di #EnergyCuE da Luglio 2017. Sempre curiosa di nuove soluzioni tecnologiche per la produzione sostenibile di energia elettrica, mai stanca di imparare!

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