Ambiente

Fabbrica dell’acqua, il progetto a Taiwan contro le inondazioni

La Fabbrica dell’acqua è un progetto di rigenerazione urbana che mira a contrastare uno degli effetti più drammatici del cambiamento climatico a Taiwan. Si tratta delle inondazioni, un evento sempre più frequente e intenso che danneggia la popolazione locale. L’alterazione climatica infatti produce degli squilibri atmosferici che hanno come conseguenza l’aumento di eventi meterologici estremi, come appunto le bombe d’acqua.

Taiwan e cambiamenti climatici

Taiwan è un’isola frequentemente e pesantemente esposta ai rischi del cambiamento climatico. La città di Huwei si trova tra due fiumi, il Beigang e l’Anqingzhen. Si tratta quindi di un territorio fragile e poco resiliente agli eventi climatici estremi. Di fronte all’urgenza, sentita in tutto il mondo, di invertire la rotta e mitigare gli effetti del riscaldamento globale, Taiwan ha adottato delle linee guida nazionali e un piano per la riduzione delle emissioni a effetto serra. L’obiettivo, coerente con quanto stabilito dall’Accordo di Parigi, è la riduzione delle emissioni del 50% rispetto al 2005 entro il 2050. Il governo inoltre ha stabilito che la produzione energetica, entro il 2025, dovrà essere garantita per il 20% da fonti rinnovabili e per il 50% da gas naturale, mentre l’uso del carbone dovrà essere ridotto del 30%. Taiwan è impegnata nello sviluppo di tecnologie verdi e in un piano di adattamento del territorio agli effetti dei cambiamenti climatici.

Gli obiettivi per la sostenibilità

Taiwan è coinvolta da tempo nella lotta all’inquinamento e lo dimostrano gli obiettivi raggiunti nel riciclaggio della spazzatura, che la rendono tra i paesi più virtuosi al mondo. Esisono anche diversi progetti in atto sia per l’economia circolare che per nuovi meccanismi industriali che si basino su soluzioni più sostenibili e meno impattanti per l’ambiente e il territorio. L’obiettivo di Taiwan è quello di diventare un modello per l’intero continente asiatico, con un’economia che sia fondata sulla riduzione dei consumi e della produzione dei rifiuti.

Gli aspetti critici per le città

Per diversi anni il territorio ha contrastato l’effetto dei frequenti straripamenti dei fiumi mediante una diga. Si tratta però di una costruzione che si rivela, in molti casi, un vero e proprio ostacolo a causa dell’allontanamento forzato della popolazione. I cittadini spesso sono costretti a lasciare le proprie residenze per l’impatto generato dalla costruzione di un’opera imponente come una diga. Di conseguenza, i cittadini si allontanano dai fiumi e questo spesso si traduce in un’impossibilità di rifornirsi di acqua. Un secondo problema è quello dello sviluppo urbano e della crescita demografica, che produce un maggiore inquinamento del suolo e dei fiumi.

Come nasce il progetto della Fabbrica dell’acqua

Una squadra di progettisti di MVRDV, un importante studio di architettura e progettazione urbana, ha elaborato un progetto per la gestione dell’acqua nella città di Huwei. Si chiama Hoowave Water Factory e prevede un sistema di raccolta dell’acqua, pronta per l’utilizzo, senza compromettere l’utilizzo dei fiumi. Il progetto rende resiliente il territorio nei confronti del clima, attraverso una gestione controllata dei flussi d’acqua per evitare le inondazioni e i conseguenti disagi per i cittadini e l’intera vita urbana.

La Fabbrica dell’acqua a Taiwan

Il progetto di MVRDV è risultato il vincitore del concorso per la rigenerazione urbana della città di Huwei. L’idea dei progettisti si può riassumere in cinque concetti chiave per il territorio:

  • resiliente
  • ecologico
  • connesso
  • culturale
  • fattibile

Il completamento dei lavori è previsto nel 2026. Verrà ripulito il canale di irrigazione principale per la città, che oggi risulta estremamente inquinato dalle acque reflue che sono scaricate al suo interno. Si prevedono anche progetti di rinverdimento urbano. Le zone dismesse o occupate da fabbriche abbandonate saranno infatti sostituite da spazi verdi ad uso pubblico. L’attuale diga diventerà un elemento di collegamento tra il parco e la città, suddiviso in sezioni per considerare l’effetto delle esondazioni fluviali. Saranno realizzate poi piste ciclabili, isole di biodiversità e laghi naturali. Infine, nuovi sistemi ecologici con servizi culturali andranno a valorizzare il territorio in prossimità dei fiumi.

Fonte immagine di copertina: MVRDV

Maria Chiara Cavuoto

Dottoressa Magistrale in Ingegneria Energetica, da sempre curiosa di capire il perché dei fenomeni scientifici e appassionata di divulgazione. Sono autrice per CuE dal 2020, quando ho iniziato ad occuparmi degli articoli sulla pagina Energy, ma in questi anni ho avuto la possibilità di incontrare nuovi mondi e scoprire nuovi interessi. Oggi collaboro e scrivo per l'intero network.

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