Ambiente

Bassa marea record a Venezia: canali prosciugati e gondole bloccate

La bassa marea a Venezia non è sicuramente una novità. Ma quella che si sta verificando in questo periodo è un vero e proprio record. È dagli anni ’80 che non si verificava una bassa marea così bassa. Si tratta ovviamente di una perdita economica notevole, sia dal punto di vista turistico che per i gondolieri della laguna. Ecco cosa sta succedendo e perché.

La bassa marea “eccezionale”

La bassa marea che in questi giorni ha colpito Venezia è tra quelle che sono definite convenzionalmente “eccezionali”. Si tratta di maree che superano il valore di -50 centimetri. Nel pomeriggio del 20 febbraio il Centro maree del Comune di Venezia ha comunicato il raggiungimento del livello di -70 centimetri. La città di Venezia non è più come tutti la conosciamo. I canali interni sono in secca e si vede il loro fondo melmoso, sono comparse le fondamenta dei palazzi sul Canal Grande e addirittura gondole e barche sono rimaste bloccate nel fango. In bacino Orseolo un barchino si è rovesciato nella giornata del 24 febbraio, rendendo necessario l’intervento dei vigili del fuoco.

Cosa sta succedendo a Venezia?

Nel mese di febbraio si sono verificati diversi episodi di bassa marea eccezionale a Venezia. Il livello di -70 cm non è un dato proeccupante solo perché è raro, ma anche perché la situazione si sta prolungando da diverso tempo. I canali si sono prosciugati causando disagi sia per i gondolieri che per i turisti, che sono costretti ad allontanarsi dall’acqua per il cattivo odore. I fondali di molti rii veneziani non sono navigabili o sono completamente asciutti. Alcuni gondolieri quindi hanno dovuto ridurre i movimenti per l’insolito basso livello dell’acqua, causando enormi perdite anche per il turismo. Nei giorni scorsi si è registrata anche un’insolita moria dei pesci.

Credit: Luigi Costantini/AP

Venezia alle prese con la bassa marea

La bassa marea a Venezia non è sicuramente una novità, ma a preoccupare è la condizione estrema che si sta registrando. L’ultimo evento eccezionale risale agli anni ’80. Il 7 febbraio 1989 si arrivò a un livello dell’acqua addirittura di -92 centimetri. Il record assoluto risale al 14 febbraio 1934, con una bassa marea di -121 centimetri. La città di Venezia in questi giorni vive diversi disagi che causano preoccupazione per il delicato ecosistema della laguna. Le barche non riescono a navigare e anche le barche ambulanza sono state costrette ad attraccare in una diversa destinazione e a trasportare le barelle a mano per la scarsa navigabilità dei canali.

Quali sono le cause?

Secondo gli esperti, il periodo di bassa marea insolitamente prolungato si collega a una condizione meteorologica di alta pressione che riguarda gran parte dell’Italia. Per questo periodo dell’anno non si tratta di una condizione normale, perché in genere la bassa marea che si origina a causa del ciclo lunare e dell’alta pressione dura solo pochi giorni. In questo caso a contribuire all’abbassamento delle acque è stata anche l’alta pressione sul mar Mediterraneo che si è prolungata per circa venti giorni. Quello che sta succedendo è dovuto alla concomitanza di due fattori: il ciclo lunare e l’alta pressione. Dopo la luna nuova del 20 febbraio, ora la luna è in fase di crescita mentre l’alta pressione sta schiacciando la superficie dell’acqua che tende ad abbassarsi.

Bassa mare a Venezia: c’entra anche la siccità?

In questo ultimo periodo nel nord Italia si è registrata anche un’anomala condizione di siccità, ma non sarebbe questa la causa della bassa marea a Venezia. Anche la siccità è determinata dal regime anticiclonico che in questo febbraio ha colpito l’Italia e l’Europa, impedendo l’arrivo delle precipitazioni, ma non è stata la siccità la causa dell’insolita condizione di bassa marea. Il problema principale sembrerebbe la scarsa navigabilità delle acque che è aggravata anche dalla mancanza di pulizia nei canali. Da anni infatti si accumulano detriti nei fondali venezini a causa della pulizia che continua a essere rimandata per dare priorità alla conclusione dei lavori del MOSE.

Immagine di copertina: Marco Sabadin / AFP – Getty Images

Maria Chiara Cavuoto

Dottoressa Magistrale in Ingegneria Energetica, da sempre curiosa di capire il perché dei fenomeni scientifici e appassionata di divulgazione. Sono autrice per CuE dal 2020, quando ho iniziato ad occuparmi degli articoli sulla pagina Energy, ma in questi anni ho avuto la possibilità di incontrare nuovi mondi e scoprire nuovi interessi. Oggi collaboro e scrivo per l'intero network.

Recent Posts

40 anni dal disastro di Chernobyl: cosa accadde davvero e cosa dice oggi la scienza sulla sicurezza nucleare

Ricostruzione dettagliata del disastro nucleare di Chernobyl del 26 aprile 1986: difetti del reattore RBMK,…

2 settimane ago

Meno auto, città più fresche: una ricerca ha quantificato il legame tra traffico e temperatura urbana

Uno studio dell'Università di Manchester pubblicato sul Journal of Advances in Modeling Earth Systems ha…

3 settimane ago

Sciami di microrobot contro le microplastiche: la scienza scende in campo ai Lincei

Ci sono particelle di plastica nelle acque dell'Artico, nel cibo che mangiamo, nell'aria che respiriamo…

4 settimane ago

L’Italia mappa l’amianto dai satelliti: e-GEOS e il Mase avviano il primo censimento nazionale dall’orbita

Il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica ha affidato a un consorzio guidato da e-GEOS,…

1 mese ago

Vibrazioni molecolari come catapulte per elettroni: la scoperta che cambia la fisica del fotovoltaico organico

Un gruppo di ricercatori guidato dall'Università di Cambridge ha dimostrato che le vibrazioni molecolari ad…

1 mese ago

Ghiacciai come macchine del tempo: cosa contengono le carote di ghiaccio che il riscaldamento sta cancellando per sempre

Una carota di ghiaccio estratta dal ghiacciaio Weißseespitze nelle Alpi Orientali, al confine tra Austria…

1 mese ago