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Addio quelle classiche: ecco Quinoa, la turbina eolica che preserva la biodiversità

La turbina eolica che genera energia senza danneggiare l’ambiente: Quinoa è un innovativo progetto che abbatte l’impatto ambientale. 

Quando si parla di energia eolica, spesso si pensa a quelle enormi pale bianche che svettano nei campi o lungo le coste. Ma non tutti sanno che questi impianti, sebbene siano una fonte di energia pulita, possono creare problemi alla biodiversità. Gli uccelli, ad esempio, rischiano di collidere con le pale in movimento, e alcune specie hanno visto il loro habitat alterato dalla presenza dei parchi eolici. Per non parlare dell’uso delle terre rare, materiali preziosi ma difficili da estrarre, con un impatto ambientale tutt’altro che trascurabile.

Negli ultimi anni, ingegneri e ricercatori hanno cercato soluzioni per rendere l’eolico più sostenibile e meno invasivo. Un’idea interessante è quella delle turbine ad asse verticale, che funzionano in modo diverso rispetto ai classici aerogeneratori. Questo tipo di struttura genera meno disturbi agli animali e può essere installata anche in spazi più ridotti, come nelle aree urbane o in zone dove i venti non sono particolarmente forti.

A rendere ancora più intrigante questa tecnologia è il fatto che, grazie a un design innovativo, è possibile eliminare completamente l’uso delle terre rare. Questo rappresenta un vantaggio enorme, sia per ridurre la dipendenza da materiali difficili da reperire sia per abbattere l’impatto ambientale della produzione delle turbine. Inoltre, la disposizione di questi impianti può essere ottimizzata per migliorare l’efficienza complessiva di un parco eolico.

Proprio in questa direzione si sta muovendo un’azienda francese, che ha progettato una turbina in grado di unire alta efficienza e rispetto per la natura. Il suo obiettivo? Produrre energia rinnovabile senza danneggiare l’ecosistema circostante.

Quinoa, la turbina eolica che tutela la fauna selvatica

Si chiama Quinoa ed è un’innovativa turbina eolica ad asse verticale, progettata dalla startup Collaborative Energy. Alta 12 metri, ha un design compatto con un rotore di 3,5 metri di diametro e tre pale da 6 metri ciascuna. A pieno regime, può generare fino a 52 MWh all’anno, un valore decisamente interessante per impianti su scala locale o per piccoli parchi eolici.

Ma la vera rivoluzione sta nei materiali: niente terre rare. Questo la rende una delle prime turbine sul mercato a eliminare completamente questi elementi, riducendo i problemi legati alla loro estrazione. Inoltre, grazie al suo particolare sistema di rotazione, il rischio di collisione per gli uccelli in volo è drasticamente ridotto, un aspetto fondamentale per chi cerca soluzioni eco-friendly.

Illustrazione delle turbine Quinoa (Enerfip – youtube screenshot) – www.energycue.it

Primi prototipi e test per il futuro dell’eolico

Per portare Quinoa dalla teoria alla pratica, Collaborative Energy ha avviato la produzione dei primi prototipi industriali. Questi verranno testati in condizioni reali per verificarne le prestazioni e l’affidabilità. Per finanziare il progetto, l’azienda ha deciso di puntare sul crowdfunding, lanciando una raccolta fondi sulla piattaforma Enerfip. In questo contesto è nata anche Collaborative Energy Citoyenne Enerfip, una holding creata appositamente per raccogliere investitori interessati a sostenere l’iniziativa.

Un altro aspetto interessante riguarda il modo in cui le turbine vengono disposte nei parchi eolici. Quinoa sfrutta una configurazione a quinconce, che ottimizza il flusso d’aria tra le turbine e aumenta l’efficienza complessiva dell’impianto. In un parco eolico con 100 turbine, ad esempio, si potrebbe arrivare a una produzione annua di oltre 6.000 MWh, dimostrando il potenziale di questa tecnologia per il futuro dell’energia rinnovabile.

Furio Lucchesi

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