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Green Deal europeo: la transizione ecologica funziona, ma nessuno sembra accorgersene

La situazione per ciò che riguarda la transizione ecologica sembra essere positiva e in miglioramento, ma molti lo ignorano.

A Bruxelles, il 2 luglio 2025, la Commissione Europea (European Commission) ha presentato una proposta che potrebbe ridefinire il percorso ambientale del continente: un emendamento alla EU Climate Law per fissare un nuovo traguardo, ovvero una riduzione del 90% delle emissioni nette di gas serra rispetto ai livelli del 1990, da raggiungere entro il 2040. Un obiettivo ambizioso, in linea con le linee guida politiche 2024–2029 della Commissione.

Secondo l’ultimo Eurobarometro, come riportato dal comunicato della European Commission, i cittadini europei si dicono ancora fortemente favorevoli alle azioni per il clima. Non è solo una questione ambientale: si parla anche di competitività industriale, sicurezza energetica e innovazione tecnologica. In sostanza, l’Europa vuole restare protagonista nel grande gioco della transizione ecologica. Anche perché, a quanto pare, i numeri del 2030 sono sulla buona strada: si è vicini al -55% già fissato per quel traguardo intermedio.

La novità non è solo il target, ma anche il modo in cui si intende raggiungerlo. La proposta introduce più flessibilità, maggiore attenzione al contesto economico e sociale attuale, e strumenti calibrati sulle esigenze dei singoli Paesi. 

Il riferimento è anche al cosiddetto Clean Industrial Deal e al Competitiveness Compass, due cornici strategiche che vanno a braccetto con questa proposta. Il messaggio che arriva da Bruxelles è piuttosto chiaro: niente dietrofront, si va avanti, anche per rafforzare l’indipendenza energetica del continente (oltre a contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici).

Un obiettivo con fondamenta solide

Il presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha dichiarato che l’Europa non solo deve agire, ma è chiamata a farlo con coerenza e lungimiranza. Secondo lei, i cittadini si aspettano decisioni concrete mentre il mondo industriale ha bisogno di certezze sul lungo termine. Da febbraio 2024, la Commissione ha aperto un ampio confronto con Stati membri, Parlamento Europeo, parti sociali e cittadini.

Uno sforzo di ascolto che ha portato a definire un approccio diverso dal passato. Tra gli elementi più nuovi, si prevede l’introduzione, a partire dal 2036, di crediti internazionali di alta qualità, l’integrazione di rimozioni permanenti nel sistema ETS (Emission Trading System), e la possibilità per gli Stati di compensare settori meno performanti, come l’uso del suolo, con migliori risultati in ambiti come i rifiuti o i trasporti.

Illustrazione artistica della transizione ecologica (Canva FOTO) – energycue.it

Una situazione molto positiva

La proposta non si limita a fissare obiettivi: punta anche a creare le condizioni giuste per raggiungerli. Si parla di transizione “giusta e inclusiva”, di industria competitiva, e di regole comuni sul piano internazionale. Tra i principi guida ci sono efficienza, semplicità e neutralità tecnologica.

Insomma, l’idea è quella di offrire agli Stati membri strumenti concreti e adattabili alle singole realtà nazionali, senza però rinunciare all’obiettivo collettivo. In sintesi, come riportato anche da RivistaStudio, lo scopo è quello di ridurre le emissioni del 55% entro il 2030, ed è un risultato quasi raggiunti perché siamo arrivati al 54%.

Mattia Paparo

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