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Addio vecchie centrali: il governo punta sul nucleare di nuova generazione

Il governo punta all’autonomia energetica con il nucleare di ultima generazione. Ecco quali sono i prossimi passi.

Il 28 febbraio 2024, il governo Meloni ha approvato un disegno di legge delega per il ritorno dell’energia nucleare in Italia, dopo oltre trent’anni di assenza. Il provvedimento non è immediatamente operativo, poiché dovrà essere esaminato e approvato dal Parlamento, che potrebbe modificarlo.

Successivamente, il governo avrà 12 mesi di tempo per adottare i decreti legislativi necessari a rendere effettiva la reintroduzione del nucleare. L’obiettivo dichiarato del governo è triplice: garantire la continuità dell’approvvigionamento energetico, contribuire alla decarbonizzazione per fronteggiare il cambiamento climatico e assicurare la sostenibilità economica per utenti e industrie.

Tuttavia, il testo del disegno di legge non fornisce dettagli tecnici su come verranno raggiunti questi obiettivi. Si limita a stabilire i principi generali da seguire nel percorso di reintroduzione dell’energia nucleare. Una delle novità principali del piano governativo è il superamento dell’esperienza nucleare precedente.

Gli impianti nucleari del passato saranno definitivamente smantellati o, se possibile, riconvertiti, mentre si punterà sulle tecnologie più avanzate. In particolare, il governo intende investire sugli small modular reactors (SMR), reattori di piccole dimensioni che producono meno energia rispetto ai tradizionali reattori nucleari, ma che garantiscono maggiore flessibilità e sicurezza.

I passi del governo

Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha dichiarato che un primo reattore SMR potrebbe entrare in funzione tra la fine del decennio e l’inizio del prossimo. Per garantire la sicurezza del nuovo programma nucleare, il governo sta valutando l’istituzione di un’autorità indipendente competente per la sicurezza nucleare.

Questo organismo avrà il compito di regolamentare, vigilare e controllare l’intero processo di produzione e gestione dell’energia nucleare. Un altro elemento chiave del disegno di legge è l’introduzione di una disciplina organica dell’intero ciclo di vita del nucleare, dalla sperimentazione alla gestione dei rifiuti, fino allo smantellamento degli impianti.

Stazione nucleare (Depositphotos foto) – www.energycue.it

Investire sul nucleare

Durante la presentazione del disegno di legge, Pichetto Fratin ha sottolineato che il governo vuole rompere con il passato e investire in ricerca e formazione per sviluppare nuove competenze nel settore nucleare, specialmente nelle tecnologie avanzate. Questo aspetto è considerato essenziale per garantire un ritorno al nucleare basato sulle più moderne soluzioni tecnologiche. Dal punto di vista economico, il comunicato stampa del governo chiarisce che i promotori dei progetti nucleari dovranno fornire garanzie finanziarie e giuridiche per coprire tutti i costi associati alla costruzione, alla gestione e allo smantellamento degli impianti, oltre a quelli relativi ai rischi connessi all’attività nucleare.

Nonostante l’annuncio, il percorso per il ritorno dell’energia nucleare in Italia sarà lungo e complesso. Il Parlamento dovrà esaminare il disegno di legge, e solo dopo la sua approvazione il governo potrà definire le misure concrete attraverso i decreti legislativi.

Mario Liuzzo

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