Fusione nucleare: Frascati ospiterà il nuovo centro di ricerca internazionale

L’Italia si conferma leader nella fusione nucleare. Il CdA dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) ha redatto la graduatoria finale delle località candidate ad ospitare la Divertor Tokamak Test facility (DTT), il nuovo centro internazionale di ricerca sulla fusione nucleare. “Sulla base dei requisiti tecnici, economici ed ambientali richiesti, il punteggio più elevato è stato assegnato al sito di Frascati (Roma)”.

La decisione corona un mese memorabile per la comunità “fusionistica” italiana che ha visto anche l’intesa tra ENI e MIT finalizzata alla costruzione del primo impianto commerciale in 15 anni.

Specifiche della DTT

La Divertor Tokamak Test facility è pensata come fase intermedia tra ITER, il reattore a fusione progettato per provare la fattibilità della fusione su larga scala, e DEMO, il reattore che dovrà produrre energia elettrica da fusione entro il 2050. Secondo le notizie rilasciate da ENEA, la DTT “sarà un cilindro ipertecnologico alto 10 metri con raggio 5, all’interno del quale saranno confinati 33 metri cubi di plasma con un’intensità di corrente di 6 milioni di Ampere (pari alla corrente di sei milioni di lampade) e un carico termico sui materiali fino a 50 milioni di watt per metro quadrato (oltre due volte la potenza di un razzo al decollo).
Il plasma lavorerà a oltre 100 milioni di gradi mentre gli oltre 40 km di cavi superconduttori di niobio, stagno, titanio distanti solo poche decine di centimetri, saranno a 269 °C sotto zero.”

Italia e fusione nucleare

L’Italia è uno dei paesi più attivi e all’avanguardia nella ricerca sulla fusione nucleare. Oltre ad ENI, sono coinvolte più di 500 aziende, tra cui Ansaldo Nucleare, ASG superconductors, ed il consorzio ICAS tra ENEA, Criotec e Tratos, che si sono aggiudicate commesse per circa un miliardo di euro, circa il 60% del valore dei bandi europei per la componentistica ad alta tecnologia. La costruzione della DTT coinvolgerà più di 1500 persone in 7 anni, con un ritorno stimato di 2 miliardi di euro a fronte di un investimento di circa 500 milioni. Tra i finanziatori del progetto si annoverano Eurofusion, l’ente europeo che gestisce le attività di ricerca sulla fusione (con 60 milioni di euro), la Repubblica Popolare Cinese (30 milioni), il MIUR ed il MISE con 40 milioni ciascuno e l’ENEA (e partner) con 50 milioni.

Stefano Terlizzi

Recent Posts

40 anni dal disastro di Chernobyl: cosa accadde davvero e cosa dice oggi la scienza sulla sicurezza nucleare

Ricostruzione dettagliata del disastro nucleare di Chernobyl del 26 aprile 1986: difetti del reattore RBMK,…

2 settimane ago

Meno auto, città più fresche: una ricerca ha quantificato il legame tra traffico e temperatura urbana

Uno studio dell'Università di Manchester pubblicato sul Journal of Advances in Modeling Earth Systems ha…

3 settimane ago

Sciami di microrobot contro le microplastiche: la scienza scende in campo ai Lincei

Ci sono particelle di plastica nelle acque dell'Artico, nel cibo che mangiamo, nell'aria che respiriamo…

4 settimane ago

L’Italia mappa l’amianto dai satelliti: e-GEOS e il Mase avviano il primo censimento nazionale dall’orbita

Il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica ha affidato a un consorzio guidato da e-GEOS,…

1 mese ago

Vibrazioni molecolari come catapulte per elettroni: la scoperta che cambia la fisica del fotovoltaico organico

Un gruppo di ricercatori guidato dall'Università di Cambridge ha dimostrato che le vibrazioni molecolari ad…

1 mese ago

Ghiacciai come macchine del tempo: cosa contengono le carote di ghiaccio che il riscaldamento sta cancellando per sempre

Una carota di ghiaccio estratta dal ghiacciaio Weißseespitze nelle Alpi Orientali, al confine tra Austria…

2 mesi ago