Energy mix

Il Coronavirus infetta il settore energetico

Del Coronavirus si è parlato tanto in queste settimane. #EnergyCuE vi ha parlato della riduzione di estrazione del petrolio da parte di OPEC, e della temporanea riduzione delle emissioni di CO2 in Cina, a seguito del blocco delle attività. Come sta rispondendo, però, tutto il settore energetico?

Il fotovoltaico ai tempi del Coronavirus

Lo stato cinese è uno dei principali produttori di moduli fotovoltaici. Il blocco della produzione attuatosi per l’emergenza Coronavirus avrà ripercussioni sulla catena di fornitura. Xiaojing Sun, analista di Wood Mackenzie Power & Renewables, afferma quanto sia difficile stimare l’impatto del virus sull’industria fotovoltaica. Si stimano però ritardi nella consegna dei prodotti, accompagnati da un aumento dei prezzi. Si prevede una produzione molto rallentata per tre-quattro mesi. Sono però stime, essendo incerto quando le aziende riprenderanno il 100% delle loro attività.

Otto province cinesi hanno annunciato l’interruzione del lavoro a causa del coronavirus, tra cui la provincia di Jiangsu, che ospita diversi campus di produzione solare, secondo le note dell’analista di ricerca senior ROTH Capital Philip Shen (fonte: Utility Dive)

E l’eolico?

Nessuna tregua neanche per il settore eolico. Secondo Wood MacKenzie (WoodMac), società di ricerca, la Cina potrebbe vedere una riduzione del 10-50% delle installazioni di turbine eoliche nel 2020, a fronte di una stima di 28 GW di installazione previsti. In questo settore, le conseguenze riguardano anche gli Stati Uniti, le cui installazioni dipendono anche dalla fornitura di aziende cinesi.

Stop anche all’accumulo

Gli analisti di Wood Mackenzie stimano che la capacità produttiva di accumulo con batterie del paese potrebbe scendere del 10% –  o 26 GWh –  delle previsioni precedenti per il 2020.  Le stime potrebbero aggravarsi qualora persistessero maggiori ritardi.

Anche Tesla ha dovuto provvedere alla chiusura della Gigafactory di Shanghai, come riporta pv-magazine. La chiusura era prevista per due settimane in più del previsto dopo che il governo cinese aveva prolungato le vacanze di Capodanno come parte delle misure di mitigazione del coronavirus. Le province più colpite dall’epidemia comprendono la capitale dell’industria automobilistica Hubei e sedi dell’industria pesante a Shandong, Jiangsu, Zhejiang, Fujian, Anhui e Guangdong. WoodMac ha dichiarato di aspettarsi che queste province aggiungano quest’anno 162 GWh di capacità di produzione di accumulo, circa il 61% del volume totale di impianti di produzione di celle previsto in Cina. Tutto dipenderà da quanto sarà lungo il periodo di fermo.

Francesca Marasciuolo

Dottoranda in Industria 4.0 al Politecnico di Bari. Mi occupo di Smart Grid, e di come si possano coniugare fonti rinnovabili, mobilità elettrica e sistema elettrico. Autrice di #EnergyCuE da Luglio 2017. Sempre curiosa di nuove soluzioni tecnologiche per la produzione sostenibile di energia elettrica, mai stanca di imparare!

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